Agalychnis callidryas

Articolo redatto da Paolo Vassalli


ma era piccola...piccola...così Distribuzione geografica: tutta l'area neotropicale: le Agalychnis possono essere trovate in tutta l'America centrale, dalle sue regioni più a nord fino al messico meridionale. In genere occupano aree di foresta tropicale sia pianeggiante che collinare, ma sempre nei pressi di corsi d'acqua.
Le temperature preferite oscillano tra i 24-29°C diurni e 19-25°C notturni, con un'umidità dell'80-100%. Le raganelle dagli occhi rossi sono saltatrici eccellenti perfettamente adattate alla vita arboricola.

Caratteristiche fisiche: queste raganelle sono conosciutissime a causa dei loro colori brillanti e degli enormi occhi rossi, questi potrebbero rappresentare un adattamento alla vita notturna, o il componente fondamentale di una strategia difensiva atta a terrorizzare il predatore. Il dorso di solito è colorato di verde, ma può variare dal blu al giallo. I fianchi sono colorati da strisce blu/turchese che sfumano al giallo. Le zampe anteriori sono blu brillanti e le dita sono arancione/rosso brillante. Le Agalychnis hanno falangi appiattite e ben sviluppate che permettono loro di aderire a foglie, rami, ed ai vetri del vostro terrario!
I giovani neometamorfosati mostrano inizialmente una colorazione marrone che si tramuterà progressivamente in verde nell'adulto. Le agalychnis adulte possono comunque cambiare colore con gradazioni dal verde scuro al rossastro-marrone, a seconda dell'umore.
I maschi di questa specie sono generalmente più piccoli delle femmine, raggiungendo una lunghezza di circa 5 cm, mentre le femmine raggiungono i 7-8 cm.

in meditazione Alimentazione: le Agalychnis hanno abitudini esclusivamente carnivore e si alimentano principalmente di notte. La colorazione verde permette loro di celarsi fra le foglie degli alberi, nell'attesa del passaggio di insetti o di altri piccoli animali. Le Agalychnis mangiano qualsiasi tipo preda che possa entrare nella loro bocca, ma la loro dieta base in cattività è composta di grilli, falene, mosche, cavallette e, volendo, piccole rane. I piccoli appena metamorfosati si alimentano con moscerini della frutta e grilli neonati.

Riproduzione: le Agalychnis si riproducono durante la stagione delle piogge. Il rituale 'musicale' d'accoppiamento comincia con il canto di un esemplare che viene rapidamente imitato dagli altri maschi. Nell'area tutti gli esemplari si prefiggono la meta comune di attirare una femmina. Il canto continua anche quando i maschi di Agalychnis saltano da una foglia ad un'altra nel tentativo di stabilire un territorio.
I maschi gonfiano i loro sacchi vocali nel tentativo di attirare le femmine e dissuadere gli altri maschi dall'entrare nel loro territorio. Durante questo processo, se due maschi si affrontano, entrambi vibrano violentemente. Questo rituale 'vibrante' è stato osservato solamente nel genere Agalychnis. La vibrazione rituale serve a stabilire il territorio e dimostra la forza di ogni esemplare. Durante queste parate di minaccia anche il più piccolo movimento può innescare nei maschi una vera e propria lotta corpo a corpo, che ricorda un incontro di sumo.
a caccia Durante questo putiferio di canti e lotte, guardandosi dal non attirare troppo l'attenzione, le femmine scendono lentamente dalle cime degli alberi presso gli specchi d'acqua. Una volta che la femmina è stata notata molti maschi tenteranno di saltare sulla sua schiena, lottando l'uno contro l'altro per averla vinta. Il maschio vincitore riuscirà ad aggrapparsi saldamente alla schiena della femmina per cominciare l'accoppiamento. I maschi si attaccano al dorso della femmina con amplesso ascellare fecondando le sue uova appena queste vengono espulse. L'amplesso può durare un giorno o più, infatti il processo di deposizione è piuttosto complesso. Le uova vengono fissate sulla pagina inferiore delle foglie: per far questo la femmina trattiene la foglia in posizione adeguata con le sue dita, mentre il maschio collabora sistemando ogni gruppo di uova deposte nella foglia. Agalychnis purrelli... una cugina Dopo la deposizione di ogni gruppetto di uova la femmina deve rientrare nell'acqua, col maschio ancora attaccato alla schiena, per riempire la sua cloaca d'acqua. Infatti ogni gruppo di uova deposte è circondato da una gelatina ricca in acqua che ne permette la conservazione fuori dall'ambiente liquido. Se la femmina non riempisse la sua cloaca, le sue uova si disidraterebbero rapidamente. Qualche volta, quando la femmina ed il suo coniuge entrano nell'acqua, gli altri maschi tentano di costringere il legittimo consorte a lasciare la presa per usurpargli la compagna. Se questo accade, un altro maschio prenderà i suo posto e fertilizzerà le prossime uova.
Le uova vengono comunque deposte sopra uno specchio d'acqua. I girini si svilupperanno in modo sincrono e con altrettanta sincronia usciranno dall'uovo in modo da cadere, come una unica massa, nell'acqua sottostante.




Note sulla scelta: (di Roberto) a causa della sua vistosa livrea questa raganella rappresenta un ospite ambitissimo dei terrari, tuttavia, prima di procedere con un acquisto, dovreste soppesare bene alcune caratteristiche di questo anfibio.
La prima e notevole "nota dolente" viene dalle sue spiccatissime abitudini notturne: se acquistate questo anuro sperando di vederlo in giro per la teca di giorno non illudetevi: ogni minima illuminazione blocca la sua attività, trasformandolo in un essere incolore ed immobile, simile ad una foglia.
L'unico trucco per poterlo "spiare" di notte è quello di usare una lampadina ad infrarossi, di quelle da fotografi, tuttavia questo tipo di illuminazione cancellerà ogni colore.
Una seconda ragione per pensarci due volte è la frequente cattura di animali selvatici: cercate e pretendete animali nati in cattività. Questi esemplari spesso costano di più e sono più piccoli, eviterete tuttavia noie peggiori, quali parassitosi di difficile risoluzione.
Infine questa specie non è sicuramente da raccomandare al principiante: la necessità di un terrario ampio, ben arredato e con caratteristiche definite di temperatura ed umidità, rendono questo nostro ospite poco adatto agli strapazzi e di difficilissima riproduzione.

Il terrario: (di Roberto) se quanto detto non vi spaventa avete le carte in regola per allevare un gruppetto di Agalychnis, compratene 5-6 esemplari in modo da incrementare la possibilità di riprodurli; una sola coppia avrebbe infatti probabilità scarsissime di riuscita.
Il terrario di almeno 100 x 60 x 120 cm (Lu x La x Al)dovrà essere arredato con molti rami contorti e numerose piante dal fogliame largo e robusto (diefenbachia, monstera, phylodendron). Se lo spazio disponibile è maggiore di quello che ho indicato, vi suggerisco di creare una vera e propria parte acquatica che copra circa 1/3 o metà del fondo. Questa dovrà essere dotata di un filtro con portata debole in modo da mantenere l'acqua pulita senza creare turbolenze. L'acqua non dovrà superare i 10-15 cm di profondità e dovrà essere cambiata periodicamente. Se avrete l'accortezza far arrivare all'acqua le radici aereee dei filodendri e delle monstere, queste vi aiuteranno a mantenerla pulita assorbendo i "concimi naturali" prodotti dalle vostre amiche dagli occhi rossi! I cambi d'acqua saranno quindi dilazionati... ma mai eliminati.
Per mantenere in vita una simile giungla dovrete dotare il terrario di un parco lampade adeguato: consiglio di "mescolare" tubi fluorescenti di tipo fitostimolante (in cui preponderano blu e rosso) con quelli a luce bianca (in cui prepondera il giallo), in modo da ottenere una luce simile a quella naturale. Se il terrario si trova in casa non avrete bisogno di riscaldamento supplementare.
Se desiderate tentare una riproduzione dovrete far osservare alle vostre rane un periodo "secco"e fresco. Approfittando dei primi freddi di fine autunno limiterete molto le vaporizzazioni del terrario e curerete che anche il terreno non sia troppo umido, riducendo le innaffiate al minimo necessario per salvare le piante. Sul fondo ci sarà naturalmente la parte acquatica a tutela dei vostri anfibi (se non avete approntato una parte acquatica lasciate un recipiente pieno d'acqua a disposizione). In questo periodo è naturale che l'attività e l'appetito delle rane calino visibilmente. Proprio per questa ragione è necessario utilizzare solo animali in ottimo stato fisico e completamente adulti.
Il metodo più semplice per ottenere le condizioni climatiche anzidette consiste nell'eliminazione del coperchio o di un vetro frontale della vostra teca, che andrà sostituito con una struttura in rete.

Dopo almeno un paio di mesi comincerete a vaporizzare con maggior frequenza ed intensità e, dopo una settimana di umidità, potrete chiudere nuovamente il coperchio/vetrofrontale. L'aumento di temperatura ed umidità dovrebbe imprimere nuove energie alle Agalychnis che andranno nutrite davvero abbondantemente. Per ottenere un ulteriore aumento di umidità potrete dotare la parte acquatica di un riscaldatore da acquario tarato sui 28°C. Se la temperatura della teca non raggiunge i 28°C diurni dovrete ricorrere ad una fonte di riscaldamento supplementare. Non tarderanno a farsi sentire i primi canti: se siete fortunati avrete ottimalmente 3-4 maschi e 2-3 femmine.
Se il vostro terrario è grande e dotato di una parte acquatica dovrete modificare quest'ultima ponendovi una pompa potente che veicoli l'acqua verso l'alto per poi lasciarla cadere a "pioggia" tramite un tubo sforacchiato finemente con uno spillo a caldo. Collegando la pompa con un timer che provochi alcune ore di pioggia alternate ad altrettante di calma avrete creato le condizioni ideali... a questo punto dovete solo augurarvi che le vostre amiche desiderino collaborare!

Se il vostro terrario non prevede una parte acquatica, dovrete allestire un apposito acquario con le caratteristiche appena descritte (camera della pioggia e piante a fogliame largo)... va da sè che il nuovo ambiente potrebbe non essere altrettanto gradito dai riproduttori, i quali potrebbero rinunciare ad accoppiarsi. Quindi sarebbe sempre meglio alloggiare le Agalychnis in una dimora consona al loro intero ciclo vitale.
Le uova, deposte sulle foglie, dovranno essere recuperate prima che le larve, cadano nell'acqua sottostante e finiscano quindi nel filtro. La soluzione più semplice consiste nel raccogliere la foglia ponendola dentro ad un faunabox con 2 cm d'acqua e ponendo quest'ultimo dentro il terrario stesso fino alla schiusa.

Al di fuori del periodo riproduttivo e di quello "invernale" queste rane andranno allevate in condizioni intermedie senza "piogge", ma con abbondanti vaporizzazioni serali.


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