Bufo marinus

Articolo e foto di Luigi Sansone


Bufo marinus Camminando per le strade di Napoli notai un negozietto nascosto in un vicolo così piccolo e buio che s’intravedeva appena. Il negozio in questione (che tuttora frequento) è specializzato in rettili e anfibi, ed altri animali insoliti. Entrato scorsi immediatamente una grossa teca con un alberello finto al centro. Pensai di cercare il suo inquilino sui rami di quest’ultimo, ma non riuscii ad adocchiare niente. Proprio in quel momento sul tappeto di foglie e terra una cosa che sembrava apparentemente un sasso si mosse: quello fu il mio primo incontro con il maestoso Bufo marinus.
Il suo corpo tozzo color terreno si mimetizzava perfettamente con l’habitat circostante. Chiesi subito quanto costava ed il negoziate rispose mostrando tre dita. Trenta euro, un prezzo accessibile per le mie tasche. Senza pensarci due volte comprai il giovane esemplare e tornai emozionato a casa. Da quel momento è incominciata la mia avventura con il Bufo Marinus, altrimenti noto come rospo marino, o rospo delle canne.


Casa dolce casa Vita in natura e caratteristiche generali: appartenente alla famiglia dei bufonidi, il Bufo Marinus vive attualmente in più di un continente. Infatti pur essendo originario dell'America centrale e meridionale, dove tuttora vive, nel 1935 fu introdotto in Australia per controllare gli insetti che danneggiavano le piantagioni di canna da zucchero (da cui il nome volgare di rospo delle canne).
Purtroppo, però, non solo il rospo si ambientò perfettamente nel nuovo territorio, ma finì per danneggiare la fauna locale a causa delle sua attività predatoria. In pratica, grazie alla sua robustezza, riesce ad abituarsi a vari tipi di clima: da quello temperato a quello tropicale ed equatoriale (Messico, Colombia, Venezuela, Bolivia, Paraguay).
Il rospo delle canne è un anfibio prevalentemente terrestre, infatti durante la stagione secca risiede nei boschi vicino alle pozze d'acqua, mentre nel periodo delle piogge -durante la riproduzione- affolla in massa terreni paludosi come stagni, acquitrini, ma anche laghi e fiumi.
Il Bufo marinus è noto anche per la sua capacità di sopportare acque piuttosto salate (da qui il nome "marinus"). Non è molto difficile confondere Bufo marinus con il nostro Bufo bufo. La differenza sta tutta nella forma del muso che nel marinus è leggermente più appuntita grazie al rilievo osseo, mentre nel nostrano è più tondeggiante. La pelle del marinus è molto spessa ed al tatto è simile al cuoio. Una caratteristica che contraddistingue questo rospo sono le ghiandole parotoidi molto sviluppate poste sulle spalle. Grazie a queste il rospo se spaventato emette una sostanza altamente tossica ed allucinogena. Il colore della pelle và dal marrone scuro rossastro sul dorso al giallo chiaro o bianco del ventre.

Un terrario naturale di facile costruzione Vita in terrario: trattandosi di animali molto grandi in età adulta (20-25 cm), e crescendo molto velocemente, utilizzeremo un terrario di ampie dimensioni per un esemplare singolo adulto (50LUx35LAx30AL), invece per un individuo giovane (8-10 cm) le dimensioni potranno essere relativamente ridotte (35LUx25LAx25AL). Possiamo usare fauna box di grandi dimensioni. Se intendiamo allevare una coppia di B. marinus dovremo pensare innanzitutto allo spazio a disposizione nel nostro appartamento. Il nostro terrario dovrà essere di dimensioni estese (70LUx40LAx30AL) e se non si hanno soldi a sufficienza (caso mio!!!) consiglio come seconda opportunità uno di quei grossi contenitori di plastica per i panni (solo se strettamente necessario).
Non è il caso di mantenere questi bufonidi in ambienti più angusti, nè è conveniente sottovalutarne i bisogni (il fatto che non possono lamentarsi non significa che si trovino bene!). Procedendo con ordine, come substrato metteremo prima 10 cm di terriccio per piante non concimato sul fondo (meglio ancora se sterilizzato), poi consiglio di inserire abbondante muschio negli angoli del terrario. Come riparo suggerisco un grosso pezzo di sughero ricurvo che fisseremo nel terreno come caverna (il mio esemplare ci passa la maggior parte della giornata).
Se si vuole, per completezza, si possono aggiungere foglie sul fondo dove il rospo si nasconderà volentieri. Infine dovremo fissare nel terreno una scodella d'acqua dove il B. marinus si potrà immergere completamente e consiglio vivamente di cambiare l’acqua ogni giorno, perché il rospo -come molti anfibi- usa quest’ultima per espellere i propri bisogni (feci e urine).
Nel mio terrario inoltre ho aggiunto due piantine di edera che però temo saranno alla lunga sradicate dal rospo.
La temperatura del terrario potrà essere come quella di casa (20°-22° diurni 15-18° notturni) e l’umidità non è un grosso problema (50-60%). Anche la luce non dà problemi, io uso una comune lampada spot ad infrarossi (50 watt se il terrario è di medie dimensioni), ma come alternativa una semplice lampada ad incandescenza va ugualmente bene (il mio esemplare ama sostare sotto la luce per ore).
L’ultimo consiglio che vi do è quello di non stressare l’animale troppe volte prendendolo in mano, quindi non fatevi ingannare dall’aspetto robusto e bonario di quest’ultimo. Il mio, ad esempio, non ama uscire allo scoperto durante le ore diurne quando c’è movimento nella stanza, ma preferisce uscire la sera dove si sistema nella vasca dell’acqua. Proprio a riguardo molte volte mi è capitato di aver spaventato il rospo e di conseguenza mi sono ritrovato “bagnato” da un liquido che tutt’oggi non ho capito esattamente se è veleno, o semplice urina.

Alimentazione: il cibo da somministrare al Bufo marinus dovrà essere molto ricco e vario. Innanzitutto, come ho già scritto prima, la sua voracità è talmente smisurata da essere un problema in natura per molti animali di piccola taglia, compresi altri anfibi.
La dieta del mio esemplare è a base di kaimani (Zophobas morio, molto simili alle tarme della farina, ma di taglia jumbo), camole del miele (anche se in piccole quantità) e grilli. Questo è l’elenco di tutti i cibi che possiamo dare al B. marinus: Possibilmente dovremo somministrare minimo 2 cibi diversi (es. kaimani e camole) per una dieta abbastanza varia. Consiglio vivamente l’utilizzo d’integratori alimentari per rettili. Inoltre se il nostro rospo è abbastanza grande possiamo dargli anche i famosi pinky, piccoli topi appena nati (un esemplare a settimana). Se vogliamo dare un tocco di originalità alla dieta possiamo somministrare 1-2 esemplari di blatta che però nel mio caso non hanno riscosso successo. Insomma per far star bene il nostro B. marinus bisogna avere poca pazienza (ma molti soldi!!! Scherzo!!). Grosso modo non è assolutamente difficile far mangiare questi rospi voraci, basta alternare i cibi ed il gioco è fatto!

Il bagnetto: vasca da bagno e ... gabinetto! Riproduzione: purtroppo in questo campo non ho esperienze dirette, ma in base a quello che ho letto vi fornisco le informazioni necessarie.
Una sola volta mi capitò di avere una coppia, per due giorni, che dovetti restituire all' amico che si era dovuto assentare. Erano due esemplari bellissimi di grande taglia. Il maschio se preso incominciava a gonfiare la gola producendo un suono molto basso e repentino, mentre la femmina -di grandezza pressoché uguale- non cantava neanche se spaventata.

Devo puntualizzare che i B. marinus, se riprodotti, sono estremamente prolifici, producendo migliaia di uova. Tutti gli esemplari sia maschi che femmine sono solitari e s’incontrano solo durante il periodo degli amori che va da aprile a settembre. I maschi generano un suono sordo simile ad un ronzio.
Durante l’amplesso la femmina lascia cordoni di uova ricoperti da gelatina su piante, legni e anche pietre. Ogni ammasso gelatinoso contiene circa 20.000 uova. Le uova si schiudono dopo 48-72 ore. I nuovi nati sono lunghi circa 75mm, quindi già abbastanza grandi. A seconda delle condizioni dell’acqua (temperatura e presenza di cibo) i girini si svilupperanno entro 15-120 giorni dopo la schiusa delle uova. Poi, se sulla terraferma c’è abbondante presenza di cibo e la temperatura oscilla su una media di 22° C, raggiungeranno la taglia adulta dopo un solo anno. Questi rospi vivranno dai 15 anni in cattività ad anche 30 in natura.

Conclusioni: consiglio a tutti gli appassionati di animali insoliti di pensare ad un futuro acquisto di Bufo marinus, essendo una specie bella e simpatica. Il prezzo che varia dai 30 euro (esemplari americani) ai 200 euro (esemplari australiani) lascia vasta scelta. La facilità del suo allevamento ed il suo aspetto massiccio e maestoso lo rendono adatto tanto ai neofiti quanto agli esperti.


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