Euproctus platycephalus

Testo e foto di Piergiuseppe

esemplare adulto Habitat: questo euprotto è una specie endemica della Sardegna, vive in ruscelli montani, con acque pure e particolarmente ricche di ossigeno; lo si può incontrare ad altitudini variabili, dai 50 ai 1100 metri (alcuni parlano anche di 1500 metri), con maggiore diffusione alle quote intermedie.
La specie viene usualmenete qualificata come euriterma, intendendo con questo termine enfatizzare la capacità dell'euprotto di sopportare un vasto range di temperature, pur prediligendo quelle che si collocano tra i 10-20° gradi centigradi.

Aspetto: lunghezza massima pari a 13 cm, con la femmina a volte più grande del maschio, generalmente più tozza, anche se alcuni autori riportano affermazioni esattamente contrarie. La colorazione è variabile tra il verde scuro, il color terra bruciata ed il color panna (in genere prevale il pigmento verde scuro), in grado di mimetizzarlo nell'ambiente circostante; in alcuni esemplari è ben marcata una linea arancione che attraversa il dorso lungo la colonna vertebrale; tuttavia questo accade soprattutto nei soggetti neo-metamofosati e nei giovani.

accoppiamento Dimorfismo sessuale: è evidente negli esemplari adulti, con sessi distinguibili per la presenza -nel maschio- di una sorta di artiglio posto ai margini delle zampe, caratterizzato da una forma tale da poter essere confuso con un ulteriore dito, ed avente la funzione di facilitare l'immobilizzazione della femmina al momento della fecondazione. Interessante ricordare anche una differenza nella fisionomia della cloaca che, nel maschio, assume una forma semisferica ed estroflessa, in particolare nel periodo della fregola.

Riproduzione: avviene in due periodi; in primavera, dopo l'uscita dal periodo d'ibernazione, ed in autunno (non sempre), a seguito dell'estivazione ed in concomitanza con le prime piogge di fine stagione. L'accoppiamento avviene in acqua e, sorprendentemente, con una vera fecondazione interna, che porta alla successiva deposizione di 50-65 uova (normalmente singole e adese alla superficie inferiore dei sassi). Queste sono molto grandi, se paragonate a quelle di altri urodeli (es. quelli del genere triturus); dalle uova nasceranno i girini, lunghi circa 8-15 mm, che metamorfoseranno alla taglia di circa 5 cm, dopo 10-15 mesi (in seguito a variazioni delle condizioni ambientali).
La considerevole grandezza delle uova deposte è stata legata ipoteticamente all'ambiente colonizzato da questo urodelo: le acque piuttosto movimentate, anche nei periodi estivi, richiederebbero infatti che anche il primo stadio larvale abbia dimensioni tali da permettere un efficace resistenza alle correnti ed alle tubolenze dell'acqua.
Qualche autore riferisce che le larve tendono a crescere in maniera più rapida in concomitanza di due condizioni: la temperatura mite dell'acqua e la presenza di una notevole quantità di ossigeno disciolto, tuttavia in condizioni prevalentemente stagnanti.

tipica stria dorsale di un giovane esemplare Particolarità: gli euprotti non possiedono polmoni, ovvero li hanno ipotrofici, respirano quindi principalmente attraverso la pelle e l'apparato faringeo. Per questa ragione colonizzano, di norma, acque molto ossigenate (ciononostante ho potuto constatare personalmente che questi anfibi risalgono spesso in superficie per prendere boccate d'aria).
Nei periodi più caldi gli euprotti escono dall'acqua e compiono l'estivazione riparando sotto le rocce o immersi nel fango. Nel periodo invernale, al contrario, entrano in ibernazione.
All'interno del genere Euproctus, la specie platycephalus è considerata il tritone maggiormente acquatico, difatti, in presenza di particolari situazioni climatiche, è stato osservato nell'elemento liquido per tutto l'arco dell'anno.

Protezione: a causa della sua ridotta consistenza numerica, frequentemente si parla dell'euprotto definendolo l'urodelo maggiormente minacciato di estinzione in tutto il continente europeo. In realtà, probabilmente da sempre, questo anfibio ha avuto un limitato numero di areali di riproduzione, alcuni dei quali sono stati recentemente compromessi dall'introduzione e l'allevamento di predatori quali le trote. Non a caso l'Euproctus platycephalus è l'anfibio meno conosciuto e più rigorosamente tutelato della Sardegna.


Elenco schede