Hyla versicolor e H. chrysoscelis, le gemelle nordamericane

Testo e foto di Fabrizio Li Vigni


esemplare adulto Classificazione
Classe: Amphibia
Ordine: Anura
Sottordine: Neobatrachia
Famiglia: Hylidae
Genere: Hyla
Specie: versicolor & chrysoscelis

Introduzione: piccole e simpatiche raganelle, le ile grigie nordamericane si adattano molto facilmente alla cattività, arrivando anche ad accettare grilli e tarme dalle mani. Non richiedono grandi spazi né particolari cure, però, purtroppo, sono assenti dal mercato italiano. La mia esperienza infatti è stata possibile nel mio breve periodo di vita vissuto in America (New York), dove ho avuto il sommo piacere di acquistare due esemplari di Hyla versicolor (uno dei due è il soggetto delle mie uniche due foto di quest’articolo) ad un costo molto contenuto, che poi ho rivenduto prima di tornare in Italia.
Queste due specie non sono protette da alcuna Convenzione, perciò se avete l’occasione, magari ad una mostra europea, non lasciatevela scappare!

Il punto della situazione: nonostante siano identiche per aspetto, abitudini e areale di distribuzione, H. versicolor e H. chrysoscelis sono due specie distinte e separate. La distinzione delle specie è stata fatta grazie alla genetica, che sempre più spesso aiuta gli erpetologi a distinguere le varie e complicate specie e sottospecie dei rettili e degli anfibi, gran parte delle quali non possono essere distinte solo per l’aspetto esteriore.
La differenza più sicura, ma difficilmente accertabile, è che l’Hyla versicolor ha il doppio dei cromosomi rispetto alla sua simile parente. C’è, però, anche una differenza esteriore: il canto è diverso e facilmente distinguibile se le due rane sono sentite cantare contemporaneamente. L’ H. versicolor ha un trillo lento e basso, mentre l’H. chrysoscelis uno più alto e più lungo. Dato che per il resto queste due raganelle hanno in comune praticamente tutto, ho pensato bene di realizzare un unico articolo per entrambe.

Ottime, resistenti al grande freddo del Nord America: le raganelle grigie sono degli anuri di piccole dimensioni, raggiungendo i 3-6 cm. I dorsi, leggermente ruvidi, sono grigio chiaro o verdastro e su di esso spiccano delle macchie irregolari di un grigio più scuro, disposte quasi diametralmente e contornate da sottili linee nere, talvolta assenti. Il sottopancia è biancastro e le parti sottostanti le zampe sono giallo-arancioni con macchioline scure. Tale colorazione, per alcuni studiosi, serve come segno di riconoscimento per distinguersi da specie affini. Secondo altri serve invece a confondere eventuali predatori.
Nonostante la colorazione possa sembrare monotona e scialba, sono invece delle raganelle affascinanti e molto ambite dagli appassionati. La colorazione dorsale, inoltre, cambia spesso, velocemente e molto facilmente in base a diversi fattori. Al buio o a temperature basse, il dorso scurisce fino a diventare quasi nero. Se c’è caldo o molto sole, diventa chiaro fino al biancastro e le macchie quasi scompaiono.
Durante l’inverno questi anfibi riescono a resistere al freddo nordamericano fino a -28,6°C, grazie al glicerolo presente nel sangue che, trasformandosi in glucosio, funge da antigelo.
Gli occhi sono medio-grandi e ben posti sul capo, possiedono pupilla nera e orizzontale, e l’iride è grigiastra. Sotto entrambi gli occhi c’è una striscia verticale bianca che termina all’apertura della bocca. Il timpano è marrone-grigiastro ed è ben visibile a poca distanza dietro l’occhio.
Tutte le dita, 4 davanti e 5 dietro, sono dotate di dischetti adesivi che permettono a queste, e a tutte le altre raganelle, di avere un’ottima presa sugli oggetti sopra i quali atterrano dopo lunghi salti. Le zampe posteriori, inoltre, sono leggermente palmate, facendo di queste rane degli anuri alquanto completi, dotati di grande agilità sugli alberi e di una discreta abilità nel nuoto.

la colorazione di queste raganelle può mutare repentinamente Terrari alti, folti e umidi: le loro distribuzioni geografiche, sovrapposte l’una all’altra, comprendono la metà orientale degli Stati Uniti. Il limite occidentale è la striscia immaginaria che si può tracciare dal Texas orientale, a sud, fino al Minnesota, a nord. Dopodiché, la loro diffusione arriva fino alla costa orientale, esclusa la Florida e il limite nord dell’areale è costituito più o meno dal confine politico degli Stati Uniti con il Canada.
Gli ambienti preferiti da queste rane sono foreste e boschi vicino a fonti d’acqua. In genere sostano sui rami degli alberi, tra i cespugli o nascoste sotto le cortecce rialzate degli tronchi marcescenti.
In cattività questi animali sono degli ottimi soggetti con un alto grado di apprendimento. Si deve predisporre per loro un terrario alto, in vetro, dotato di una discreta ventilazione, che non deve essere però eccessiva, pena l’abbassamento dell’umidità e la conseguente morte delle raganelle.

Le dimensioni minime di un terrario per un trio adulto di una, o dell’altra specie, preferibilmente allevabili separatamente, dovrebbero essere di 40 x 30 cm per la base, con un’altezza compresa tra i 60 e gli 80 cm. L’arredamento dovrebbe essere ricco di rami e piante vere che aiutino a mantenere alta l’umidità; questa dev’essere compresa tra il 60 e l’80%. Bisogna quindi nebulizzare la teca almeno una volta al giorno. Per la temperatura non è richiesta alcuna forma di riscaldamento e va bene la temperatura ambientale. Il substrato migliore è costituito di terra o pezzi di corteccia coperti da muschio e pietre. Un piccolo contenitore d’acqua sotterrato al centro del terrario è richiesto durante tutto l’anno, ma obbligatorio e di dimensioni maggiori nel periodo degli amori.

Nutrire le raganelle grigie: le raganelle, come si sa, sono rane arboricole, dotate di dischi adesivi sulle dita, e pertanto cacciano a vista insetti per lo più molto mobili. I migliori che si possono offrire loro in cattività sono grilli, cavallette, mosche, farfalle e falene. In genere questi anuri difficilmente scendono a terra, se non per accoppiarsi, o per la presenza di una preda. Meglio, per questo, usare insetti che volano, o che saltano. Una volta che i nostri beniamini avranno avvistato le prede, si lanceranno in splendidi voli acrobatici per carpire gli sfortunati artropodi.
Qualora, però, non si avesse la disponibilità continua di questi insetti, un ottimo modo per soddisfare le raganelle è quello di attaccare un contenitore ai rami alti del terrario, da riempire con insetti meno mobili come le tarme della farina, o le camole del miele.
I supplementi vitaminici si dovrebbero usare almeno un paio di volte a settimana, soprattutto su insetti comprati al negozio e non allevati in casa.

Un periodo freddo e poi l’accoppiamento: i maschi di ambedue le specie sono distinguibili esclusivamente per la presenza di un sacco vocale: il loro sottogola è, infatti, più scuro e ruvido.
Per indurre questi animali all’accoppiamento è necessario sottoporli ad un periodo d’ibernazione. La modalità migliore è di far abbassare la temperatura del terrario gradualmente, prima diminuendo le ore di luce fino a estinguerle; poi spostando il terrario nella zona più fresca della casa, o in cantina; infine, mettendo in frigorifero le raganelle, all’interno di una vaschetta con terra, muschio e un piccolo contenitore d’acqua. Una volta nel frigorifero, controllatele spesso e non nutritele. Dopo almeno un mese e mezzo di questo "inverno", potrete rimettere i piccoli anuri nel terrario, attuando sempre l'incremento della temperatura in modo graduale prima di raggiungere nuovamente i livelli ottimali.
I maschi, a questo punto, inizieranno i corteggiamenti, che in natura hanno luogo verso Maggio. Come già detto, sarebbe bene usufruire di un grosso contenitore, provvisto di acqua declorata e piante, da mettere sul fondo del terrario. Meglio ancora sarebbe usare una camera della pioggia, o un paludario.

Durante l’accoppiamento, che è di tipo ascellare, le femmine di queste due specie arrivano a produrre fino a 2000 uova, deposte a gruppi di poche decine. I girini nascono a 4-5 giorni dalla deposizione e metamorfosano in 1-2 mesi. Alla fine di questi ultimi, essi arrivano a misurare fino a 3-4 cm di lunghezza. Hanno, inoltre, una coda lunga, appuntita e rialzata nella parte centrale. I primi tempi dalla nascita devono essere alimentati con mangimi per pesci di fondo e lattuga sbollentata; una volta formati gli arti, finalmente si possono iniziare a somministrare anche Chironomus e tubifex. Successivamente, grilli neonati e moscerini saranno accettati dai neometamorfosati che dovranno essere allevati in piccole vasche con substrato in carta da cucina bagnata. A questa, aggiungete un piccolo e basso contenitore per l’acqua e diversi ramoscelli, e il gioco sarà fatto!
Buon allevamento!

Bibliografia:
R. Conant/J. T. Collins: “A Field Guide to Reptiles and Amphibians Eastern and Central North America” (1998) – Peterson Field Guides.
G. Porter: “The World of The Frog and The Toad” (1967) – J. B. Lippincott Company.


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