Hyla cinerea (raganella americana)

Articolo e fotografie di Ilaria Berry


maschio poco dopol a sveglia dal letargo Distribuzione geografica e habitat: vivono generalmente in Nord America, nelle foreste del nord e sud Carolina, Georgia, Florida, Alabama, Texas (est e ovest), Illinois, Mississippi valley, Maryland e Virginia.

Notizie generali e biologia: sono raganelle arboricole di medie dimensioni, gli adulti arrivano fino a 6 cm di lunghezza circa (zampe escluse). Il colore della livrea è generalmente verde brillante, ma può presentare talora una diffusa irregolarità, con piccole macchie e sfumature; questa può essere una particolarità del singolo individuo e, in alcuni casi, indice di inquinamento dell’acqua o di scarsa pulizia del terrario. Il colore comunque può cambiare in pochi secondi in maniera impressionante se le raganelle vengono disturbate (da un verde chiarissimo che tende al giallo ad un verde molto cupo, praticamente nero!). La livrea si trasforma anche a seconda del momento della giornata, della temperatura, della stagione, etc. Di solito le raganelle tendono ad essere molto chiare di notte.
Presentano una striscia bianco/crema che percorre quasi tutto il fianco a partire dai lati della bocca. Sono stati segnalati casi in cui questa particolarità non è presente, ma è veramente molto raro che ciò accada. Le zampe sono grandi e fornite di una sorta di piccole ventose collocate sulla punta di ogni dito. Gli occhi sono sporgenti e color oro.
Come tutte le rane arboricole, sono ottime arrampicatrici e saltatrici, quindi occhio ai tentativi di fuga!

Comportamento: come numerosi altri anuri, queste simpatiche rane hanno abitudini strettamente notturne, quindi di giorno tendono a rimanere attaccate alle foglie delle piante o al vetro del terrario, mentre di notte sono attive e si dedicano alla caccia.
In natura vivono in grosse colonie i cui maschi, specialmente durante il periodo riproduttivo, emettono un rumorosissimo richiamo.
Come per la maggior parte degli anfibi, questi piccoli anuri non amano essere maneggiati e la loro delicatissima pelle potrebbe essere facilmente danneggiata dalla nostra 'ruvidità', senza calcolare poi che, essendo molto viscidi ed ottimi saltatori, sfuggono dalle mani con estrema facilità. Quindi se siete inesperti o se semplicemente non ce n’è bisogno, evitate di maneggiare le vostre hyle.

notate la linea chiara laterale che la distingue dalle nostre Hyle italiane Alimentazione e vita in cattività: la dieta deve variare il più possibile, comunque di solito il cibo migliore in assoluto (e questo vale per quasi tutti gli insettivori) è costituito da grilli integrati con calcio e vitamine, questo sia perché sono uno dei pochi 'alimenti' con un basso contenuto di grasso (che può provocare malattie al fegato, soprappeso, problemi intestinali, etc), sia perché contengono vitamine e nutrienti indispensabili nella dieta dei nostri piccoli amici.
Per quel che mi riguarda ormai ho il mio allevamento privato di grilli. In alternativa sono molto gradite anche mosche e mosconi, un ottimo stimolo per la caccia, anche se non molto nutrienti, da integrare anch’esse con calcio e vitamine un paio di volte a settimana.
Evitate di alimentare le vostre hyle con camole della farina o del miele perché sia dal punto di vista nutritivo (pochi nutrienti e molti grassi), sia dal punto di vista comportamentale (le camole si muovono troppo poco e non forniscono uno stimolo sufficiente per la caccia) non sono molto adatte. Potete comunque offrirne saltuariamente e di piccole dimensioni. In alternativa potrete utilizzare blatte, falene, ragni etc. Qualunque genere di prede utilizziate, è bene che queste non superino la grandezza della testa della raganella, onde evitare occlusioni e problemi di digestione.

L’allestimento del terrario è uno dei momenti che preferisco in quanto, se avete sufficiente spazio e creatività, vi potrete sbizzarrire. Questo dovrà essere allestito con una parte terrestre e una parte acquatica, la temperatura si aggirerà tra i 18C° e i 25C°, evitando ovviamente grosse escursioni termiche, quindi se tenete il terrario in casa, non avrà mai bisogno di alcun riscaldamento aggiuntivo.
Per 3 rane consiglierei un terrario di circa 60L x 35P x 45H. (potrete usare le stesse dimensioni indicate e svilupparlo invece in altezza). Per quanto riguarda la vegetazione, potrete utilizzare, ad esempio, pothos (o qualsiasi altro tipo di pianta che tolleri l’alto tasso di umidità e la scarsità di luce), muschi e canne di bamboo in modo da dare alle rane la possibilità di arrampicarsi o nascondersi tra le foglie, e sfruttare al meglio lo spazio.
Per il mio terrario, ho sistemato al centro un pirex di circa 40L x 20P x 10H e riempito la zona circostante di argilla espansa e terra, fino a raggiungerne i bordi e ,dopo aver piantato i pothos, ho ricoperto la terra con del muschio (il muschio non è essenziale, ma, oltre a rendere più gradevole l’aspetto del terrario, contribuisce ad un miglior mantenimento dell’umidità). Il pirex poi è stato riempito di acqua (adeguatamente pre-trattata con prodotti per eliminare il calcio in eccesso e i metalli pesanti). Ho poi completato l’opera con le canne di bamboo conficcate nella terra o poste orizzontalmente tra le due pareti del terrario (facendo OVVIAMENTE attenzione che non abbiano schegge e che le estremità non siano appuntite).
Gli animali dovranno possibilmente essere comprati DOPO aver allestito il tutto, in modo da limitare il loro stress derivato dal viaggio e dal cambiamento ambientale. (Viste le condizioni in cui spesso sono tenuti gli animali nei negozi, comunque il cambiamento sarà sicuramente in meglio!).
Ma torniamo ancora per un attimo al cibo: consiglio vivamente di non liberare i grilli nel terrario, ma di collocarli in un piatto fondo o in un contenitore dalle pareti basse e lisce -in modo da impedire o limitare la fuga delle prede e allo stesso tempo permettere alle rane di cacciare- per almeno 3 buone ragioni:
  1. evitare la dispersione dei grilli che prima di tutto costano, secondo sono avidi divoratori di piante!
  2. controllare in maniera più agevole (soprattutto se avete da poco acquistato le vostre hyle) se le raganelle mangiano e in che quantità.
  3. evitare che le raganelle, insieme con la preda, possano ingerire parti di muschio o terra che nel peggiore dei casi potrebbero provocare occlusioni intestinali (anche se devo dire che di solito sono molto brave ad eliminare, aiutandosi con le “manine”, i bocconi indesiderati!).
Le hyle andranno nutrite possibilmente di sera poiché, come ho già spiegato, è in queste ore che esse sono attive. Probabilmente ci saranno soggetti che mangeranno più di altri comunque in media 3-4 grilli di circa 2 cm, un giorno sì, un giorno no, sono sufficienti (con i mosconi ovviamente il numero di prede aumenterà a 5-6). Potrete integrare il cibo con un prodotto in polvere, un paio di volte a settimana o nutrire i vostri grilli con integratori specifici 12/24 ore prima che siano dati in pasto alle rane (ad es. “Food for crickets” della T-rex). Il terrario dovrà essere nebulizzato 1 o 2 volte al giorno in modo da mantenere un tasso di umidità sufficientemente alto.

in cerca di un posticino per schiacciare un pisolino Sessaggio e riproduzione: riconosciamo il sesso delle hyle da due fattori principalmente:
  1. i maschi adulti, durante il periodo della riproduzione, cantano.
  2. i maschi, a causa della sacca vocale, presentano la gola più scura e flaccida rispetto alle femmine.
Dopo aver fatto un po’ di pratica, sarà abbastanza semplice riconoscere i maschi dalle femmine, ma se non si ha mai avuto la possibilità di fare un confronto (tra maschio e femmina) può non risultare così immediato.
Per quanto riguarda la riproduzione non ho ancora esperienza diretta, ma mi sono documentata adeguatamente su libri, siti e articoli. Posso, dunque, già fornirvi qualche notizia in proposito.
Un gruppo di almeno 5/6 elementi dovrebbe essere sufficiente. Diciamo 3 maschi e 2 femmine. Le raganelle dovranno subire un periodo di letargo (gennaio-febbraio) di circa 6/8 settimane, alla temperatura di 10C° in assenza di cibo e rimanendo in un posto poco illuminato. Finito il letargo (da marzo in poi), dovrete fornire loro un terrario sufficientemente grande e con una vasta parte acquatica (orientativamente 40L x 25P x 15H). Riportate le raganelle a temperatura ambiente (20C°-25C°) e riprendete a nutrirle costantemente integrando il cibo con vitamine e calcio 2 volte a settimana, come sempre. I maschi cominceranno ad emettere il richiamo, le femmine cominceranno a produrre uova. Dopo pochi giorni le uova verranno espulse in acqua e fecondate dai maschi; sarà bene fornire alle raganelle una o più piante acquatiche per permettere loro di attaccare ad esse le uova.
Dopo pochi giorni le uova si schiuderanno e avrete circa 400-600 girini a cui badare… (il numero si riferisce ad una singola deposizione). A questo punto consiglierei di trasferire i girini in vasche ampie, con acqua trattata con prodotti per eliminare il cloro e i metalli pesanti. Se non avete una vasca abbastanza grande, ovviamente dovrete dividere i girini in più gruppi ed avere più vasche. A 60 giorni dalla schiusa, la metamorfosi sarà terminata e potrete trasferire le micro-hyle in un ambiente umido, per ora con una piccola ciotola d’acqua, e cominciare a nutrirle con grilli appena nati e drosofile.

Prima dell'acquisto: non fatevi MAI prendere dalla compassione, una rana malata è ancora più difficile da curare di un rettile malato a causa delle piccole dimensioni e della scarsa maneggevolezza. Ho provato questo genere di esperienza sulla mia pelle.
Un soggetto sano deve avere: Se in questo periodo il soggetto mangia, è vispo, le feci sono compatte, passa la maggior parte del giorno a dormire e la notte è attivo, direi che potete introdurlo nella colonia. Per i più scrupolosi, un’analisi delle feci può sempre risultare opportuna.

Patologie frequenti: Se qualcuno volesse aggiungere ulteriori informazioni o precisazioni è, come sempre, ben accetto!


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