Kassina senegalensis

Articolo e fotografie di Emanuele Biggi


femmina Descrizione: si tratta di una specie di medie dimensioni (dai 25-40 mm ai circa 55 mm nelle popolazioni del Sud Africa). La colorazione è normalmente grigia con una striscia nera dorsale più altre strisce o chiazze dorso-laterali. I maschi hanno una gola scura e dotata di un sacco vocale evidente e a forma di bottone cutaneo grigiastro, quando a riposo.
In qualche popolazione la colorazione di fondo può tendere al verde-marroncino con sfumature dorate.

Provenienza: K. senegalensis è ampiamente diffusa nell’Africa sub-sahariana, in savane umide soggette a periodi di siccità, soprattutto nell’Africa occidentale.

la specie ha abitudini fossorie Comportamento: si tratta di una specie strettamente notturna che molto difficilmente si muove di giorno (i miei esemplari non accettano neanche il cibo durante le ore di luce) e ha costumi molto criptici durante buona parte dell’anno, cioè quando l’umidità e le temperature sono sotto certi livelli utili alle normali attività di caccia.
Nelle notti più umide gli esemplari escono allo scoperto per cacciare piccoli artropodi e ragni.
Durante la stagione delle piogge la situazione è molto diversa, K. senegalensis, come tutti gli altri anfibi di quelle zone, diventa attiva e si ciba in maniera abbondante per prepararsi alla riproduzione (anche se in verità succede spesso il contrario, con un riproduzione 'a digiuno', ma in terrario è meglio evitare).
cacciatrice notturna I maschi si concentrano negli specchi d’acqua ricchi di vegetazione palustre e acquatica e cominciano a cantare con un caratteristico ed inconfondibile 'buik!' che assomiglia in maniera sorprendente ad una bolla che scoppia o ad una goccia che cade nell’acqua. I maschi riescono ad accordare i tempi di emissione in modo da non sovrapporsi, creando una sequenza di note che si diffonde nell’ambiente circostante.
Le femmine che si avvicinano ad un maschio vengono accolte e subito prese in amplesso, dopodiché si dirigono verso il fondo dello stagno ove è presente vegetazione acquatica su cui attaccano le uova (singolarmente o a piccoli gruppi...).
I girini che nascono possiedono una forma molto singolare e nuotano attivamente facendo vibrare la punta della coda solamente. Trascorrono molto tempo al di sotto delle foglie galleggianti e nella vegetazione acquatica, nutrendosi per filtrazione.

avete notato la pupilla verticale? In terrario: l’allevamento di questa specie, se si dispone di animali sani in partenza, non presenta grossi ostacoli. Si tratta come detto di una specie che vive in luoghi tendenti alla siccità con corti, ma intensi, periodi di piovosità. Se si vorrà tentare la riproduzione di questa specie occorrerà allora simulare le stagioni smettendo di bagnare il terrario verso la fine di agosto e riprendendo solo ad aprile in maniera graduale nelle prime due settimane e più intensamente una volta che gli animali cominceranno a cibarsi. La terra non deve però mai seccarsi del tutto anche durante il riposo, inoltre occorrono dei nascondigli sotto i quali queste rane si possano interrare.
La temperatura dovrà aggirarsi tra i 18-22 °C in inverno (stagione secca) ed i 24-28 °C estivi, con escursioni termiche più marcate durante il periodo secco.
Come fondo per il terrario uso terriccio torboso (detto anche torba bionda di sfagno, reperibile nei negozi di giardinaggio) misto a qualche manciata di sabbia fine (come quella che si usa per fare il cemento) in modo da rendere più soffice il substrato.
Come arredamento consiglio di usare molti legni e cortecce in modo che le Kassina possano trovare dei nascondigli e magari qualche pianta a foglia larga tipo Pothos sp. e Phylodendron sp. Una vaschetta dell’acqua non è essenziale al di fuori del periodo riproduttivo, ma se presente deve permettere all’animale di uscire con facilità, in quanto non si tratta di ottimi nuotatori.

Cibo: si possono somminstrare grilli, cavallette, camole della farina, camole del miele, lombrichi ecc... Si tratta di animali molto voraci.

primo piano Riproduzione: occorre, come già accennato, una vasca speciale detta camera della pioggia. A parte ciò è necessario che le femmine appaiano ingrossate per la presenza di uova e che tutti gli animali siano ben nutriti per almeno due settimane prima di essere posti a riprodursi. E’ bene avere più maschi che femmine (3:1). Inoltre la camera della pioggia dovrà disporre di un piano piuttosto ampio che simuli una riva in modo che possano formarsi le coppie al di fuori dell’acqua.
I maschi entrano subito in competizione canora, ma nel caso sfortunato di avere un solo maschio, si può ovviare all’inconveniente con una registrazione del canto riprodotta durante la pioggia. In ogni caso ho notato che anche da soli i maschi, se ben stimolati dalla pioggia, cantano senza problemi (e la femmina è attirata dal maschio reale, non quello registrato, magari più 'bravo'!).
All'’amplesso segue la deposizione delle uova, che vanno lasciate ove deposte fino alla schiusa. I girini vanno nutriti con cibo fine per avannotti e dev’essere presente una certa quantità di vegetazione acquatica. I neometarmofosati invece devono essere nutriti con drosofile o grilli della giusta taglia (devono poter entrare nella piccola bocca dei ranocchietti). Consiglio in questa fase di spostare i froglets in piccole scatolette trasparenti e ben aerate, con un fondo di carta assorbente umida ed una piccola zolla di muschio come riparo, in modo da facilitare le operazioni di pulizia.
Crescendo andranno poi trasferiti in terrari più ampi, con terra, muschio e cortecce come riparo.

Con questo spero di aver detto tutto il necessario per l'’allevamento di questa interessante specie africana.
In caso ci fossero dei dubbi contattatemi tramite la mia mail personale per eventuali chiarimenti (basta un click sul mio nome), oppure consultate il mio sito ANURA.IT


Elenco schede