I leoni tra i tritoni:Pachytriton & Co

Articolo di Leonardo Ancillotto

Dalla lontana Cina vengono gli strani tritoni dalla coda a spatola, le zampe corte e il muso canino.

i Pachytriton si distinguono facilmente dai Paramesotriton per la pelle liscia Chi sono? Pachytriton è un genere di anfibi provenienti dalle regioni montuose della Cina, principalmente a sud del Fiume Giallo (Yang-tze), e a cui appartengono almeno due specie, peraltro molto simili tra loro: P. brevipes e P. labiatus.

Problemi di classificazione. Come per altri anfibi, in passato c'è stata grande confusione nella classificazione dei Pachytriton, e tutt'oggi solo le due suddette specie sono chiaramente distinte. Vengono infatti comprese nel genere tre specie denominate Pachytriton A, P.B e P.C, il cui riconoscimento è pressoché impossibile senza avere a disposizione apposite "tabelle di riconoscimento".
Le specie brevipes e labiatus hanno comunque subito nel tempo vari cambiamenti tassonomici prima di raggiungere questa denominazione: inizialmente considerati dei Tylototriton, poi denominati Molge ed, infine, Pachytriton. P.brevipes è spesso ancora commerciato con i vecchi nomi di P.breviceps o brevipeds, entrambi superati e scorretti. In realtà i Pachytriton sono strettamente imparentati con i Paramesotriton, diffusi anch'essi in Cina e Vietnam.

P.brevipes e labiatus si assomigliano molto, ma alcuni caratteri distintivi possono aiutare a riconoscerli:
P.labiatus (la specie più comunemente commerciata, spesso sotto il nome di "Cynops orientalis" o "tritone cinese") ha una colorazione tipica, con il dorso marrone scuro e il ventre rosso-arancio chiazzato di nero; spesso lungo la schiena e sulla coda sono presenti dei puntini arancioni, mentre i fianchi presentano sempre dei solchi costali. La specie raggiunge i 16/18cm di lunghezza totale.
P. brevipes ha una colorazione più sobria, tendente al bruno-rossiccio con delle macchie chiare irregolari sul dorso (non sempre presenti), raggiunge dimensioni maggiori (fino a 25cm) e i lobi labiali sono molto più sviluppati che non in P.labiatus.

Tipici di entrambe le specie sono alcuni caratteri: zampe corte con dita poco mobili e a volte semipalmate, muso "canino" dato dallo sviluppo dei lobi labiali (carattere comune a tutte le specie totalmente acquatiche) ed infine la coda, estremamente compressa lateralmente, che, oltre ad avere la punta arrotondata, ha sempre la sagoma di una spatola, e in P. brevipes è più alta al centro e non in punta come in P.labiatus.
In natura gli areali delle due specie si sovrappongono solo in pochissime aree.

Paramesotriton fuzhongensis Habitat e abitudini: entrambe le specie sono completamente acquatiche e popolano ruscelli, anse di fiumi e torrenti montani o di collina, tra i 100 e gli 800m di altitudine. Hanno abitudini prevalentemente notturne, passando le giornate nascosti nella propria tana tra i ciottoli del greto e uscendo alla sera aggirandosi tra le rocce del fondo alla ricerca di prede, presumibilmente costituite da larve acquatiche di tricotteri, crostacei, molluschi e girini.
Mentre in estate l'attività di questi anfibi cala notevolmente, in inverno spesso non vanno incontro a un letargo, rimanendo attivi in acqua, anche sotto un sottile strato di ghiaccio.
Proprio l'ostile ambiente dei torrenti freddi, estremamente poveri di cibo, ha fatto evolvere in questi predatori un forte istinto territoriale, cosicché ogni esemplare "possiede" un tratto di torrente in cui cacciare. Il carattere aggressivo dei Pachytriton si smorza soltanto nel periodo degli accoppiamenti, essendo necessario l'incontro tra i due sessi.
In natura la riproduzione inizia alla fine dell'estate, quando nei loro territori d'origine la temperatura scende sotto i 15°C.
macchie caudali di un maschio di P. labiatus Il dimorfismo sessuale c'è, ma non sempre è evidente. Le femmine tendono a essere più lunghe e massicce dei maschi, la loro cloaca è piatta mentre quella dei maschi è prominente. Inoltre nel periodo degli amori i maschi sviluppano delle papille (sembrano filamenti) che fuoriescono dalla cloaca, e che sono assenti o appena accennate nelle femmina. Infine, in Pachytriton labiatus, sulla coda dei maschi compaiono da 1 a 4/6 macchiette bianco-azzurre, mai presenti nelle femmine.
visione ventrale di Pachytriton Riguardo il corteggiamento dei Pachytriton esistono tesi contrastanti: alcuni autori descrivono danze rituali analoghe a quelle dei Triturus, con sventolio delle code e posizioni tipiche; al contrario esiste una documentazione riguardo il corteggiamento di P.brevipes che riporta un comportamento simile a quello dei tritoni europei del genere Euproctus, ovvero con il passaggio della spermatofora tramite giustapposizione delle cloache, anche se questa osservazione non è mai stata confermata.
La deposizione avviene molto tempo dopo le prime fecondazioni (in cattività passano anche 6 mesi). Le femmine depongono tra le 20 e le 80 uova del diametro di 3,5 mm, attaccandole alla volta della propria tana (di solito sotto una roccia piatta). Interessante il fatto che in queste specie avvengono delle cure parentali: le femmine rimangono infatti a guardia delle uova, ventilandole addirittura con movimenti della coda e rimuovendo quelle ammuffite. Dopo circa un mese e mezzo avviene la schiusa. Le larve raggiungono i 26/34mm alla metamorfosi e i giovani tritoni vanno poi incontro (almeno da quanto riscontrato nelle poche riproduzioni avvenute in cattività) a una fase di vita terricola. Da notare che la colorazione ventrale dei neometamorfosati è completamente diversa da quella degli adulti.


femmina a guardia delle uova In cattività. Questi tritoni si adattano molto facilmente alla cattività, essendo anche piuttosto attivi, e perdono rapidamente la timidezza dopo essersi ambientati nella nuova teca. Questa, di fatto, deve consistere in un acquario, in quanto i Pachytriton sono dei tritoni completamente acquatici, che in natura non escono mai dall'acqua, mentre in cattività questo può accadere solo se la temperatura si alza troppo.
L'acquario destinato a questi tritoni dovrà simulare un tratto di torrente o una pozza di un ruscello. Innanzitutto la vasca deve essere sviluppata più in lunghezza che in altezza, essendo gli urodeli principalmente animali che camminano sul fondo, e questo è particolarmente vero per i Pachytriton: nel loro ambiente esiste sempre una forte corrente che rende loro quasi impossibile nuotare in acqua libera senza essere trascinati via.
Ideale quindi per ricreare il loro habitat è utilizzare almeno una pompa molto potente che peschi l'acqua a un estremo della vasca e la convogli all'estremo opposto, riproducendo così una corrente simile a quella naturale, con una discreta turbolenza e circolazione dell'acqua.
La vasca dei pachytriton sarà arredata in modo differente da quelle per altri tritoni: il loro è un ambiente sassoso, e dovremo quindi arredare la vasca con molti ciottoli arrotondati di fiume, creando terrazzamenti e grotte. Meglio usare qualche goccia di silicone per uso acquaristico per incollare tra loro le rocce, evitando così rovinose frane. Infine è meglio evitare l'acquisto di legni e limitare molto il numero di piante: questi tritoni sono molto sensibili al carico organico in vasca, e la loro pelle può essere attaccata da funghi e protozoi, per cui meglio limitarsi alle rocce e una/due piantine.
Paramesotriton chinensis Il livello dell'acqua andrà mantenuto intorno ai 20cm. La t° andrebbe mantenuta in estate entro i 20/22°C, mentre andrebbe fatta calare in inverno almeno sui 10/13°C, questo per imitare le temperature dei loro luoghi d'origine e per tentare la difficile riproduzione. Va comunque detto che questi sono tritoni molto resistenti: P.labiatus sopporta, per brevissimi periodi, anche 30°C.

Unico vero neo dei Pachytriton è l'aggressività intraspecifica. Entrambi i sessi, come già anticipato, sono territoriali, e difendono il loro territorio marcandolo con secrezioni odorose e attaccando violentemente qualunque intruso. Per allevare una coppia sarà quindi necessario un acquario lungo almeno 60cm che abbia delle "barriere visive" come dei sassi piatti messi perpendicolari al fondo, e ponendo molti rifugi.
Impossibile è invece far convivere due maschi adulti. Alcuni allevatori preferiscono tenere ogni esemplare in un contenitore di piccole dimensioni (30X30cm di base). In questo modo, quando i tritoni entrano nel periodo riproduttivo (in cattività inizia tra Agosto e Settembre), le femmine, una per volta, verranno spostate nella vasca dei maschi, osservando le coppie senza sosta, per evitare che una femmina non pronta alla riproduzione venga brutalmente attaccata e/o uccisa. Se i partner non si mordono, allora si assisterà probabilmente a un corteggiamento.

Alimentare questi tritoni è semplice, basta non eccedere con la quantità (essendo animali abituati a mangiar poco in natura): van bene chironomus e artemia surgelati, lombrichi, camole del miele ecc... comunque bastano due/tre pasti a settimana.
Le larve sono di semplice allevamento, ma vanno nutrite con enchitrei e artemia (in seguito anche con chironomus) almeno una volta al giorno.

Paramesotriton deloustali I loro cugini. Il genere Paramesotriton è estremamente affine a Pachytriton, e perciò voglio comunque offrirvi una piccola panoramica delle specie di quest'altro genere, che comprende tutte specie con morfologia molto simile ai Pachytriton, ma che presentano sempre una cute ricoperta di verruche o comunque rugosa. È un genere che comprende molte specie che vivono nell'area cinese, alcune delle quali reperibili saltuariamente in commercio.

normalmente in Italia sono importate sporadicamente P.hongkongiensis e P.chinensis. Per questi tritoni valgono le regole di allevamento citate per i Pachytriton.

È importante tentare di riprodurre questi tritoni (impresa per ora riuscita solo a pochi esperti, e, che io sappia, mai riuscita in Italia), per diffonderli maggiormente sul mercato ed evitare che le popolazioni selvatiche vengano impoverite eccessivamente dalla cattura di esemplari per gli appassionati.


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