Irresistibili Pleurodeles

Articolo e fotografie di Leonardo Ancillotto

Sono gli urodeli che si spingono più a sud in assoluto, resistendo anche alle alte temperature nordafricane! Scopriamo in questo articolo gli incredibili tritoni del genere Pleurodeles.

primo piano Classificazione controversa: il genere Pleurodeles comprende due specie di tritoni decisamente simili tra loro (Pleurodeles waltl e P. poireti), perciò spesso riconoscere le due specie risulta estremamente difficile e si spera che nei prossimi anni qualcuno metta luce sulla classificazione di questi tritoni. Pur essendo molto simili waltl e poireti hanno delle differenze.

Il Pleurodele di Waltl (Michaelles 1830) prese il nome dal suo scopritore, che raccolse il primo esemplare (sicuramente un terrariofilo!); raggiunge i 30cm di lunghezza totale "vincendo" così il primato di Urodele più grande d'Europa. Tipici sono gli 8 o 9 "puntini" giallo/arancio presenti sui entrambi i fianchi sin da prima della metamorfosi posti in corrispondenza delle punte delle costole. Questa specie è diffusa in gran parte della penisola iberica (dove viene familiarmente chiamato "Gallipato") e in alcune regioni del Marocco.

Il Pleurodele di Poiret è la seconda ed ultima specie del genere. Rimane più piccolo del suo cugino gigante, raggiungendo al massimo i 15cm. Molti testi riportano che anche i poireti posseggono le punte costali ma guardando moltissime foto sul web e chiedendo spiegazioni a un amico erpetologo mi sono accorto che invece la specie ne è priva, mostrando anche una conformazione della testa diversa da quella dei waltl.

il pasto... hmm, oggi vermicelli! I miei 3 esemplari sono stati acquistati come poireti e infatti sono rimasti sotto i 15cm, però presentano le 8 punte costali e la forma della testa è chiaramente quella dei waltl (anche confrontandoli con le foto sul web sembrerebbero decisamente dei P. waltl) perciò l'unica conclusione a questa controversia è che io sia entrato in possesso di una sottospecie di waltl che rimane più piccola della specie nominale. Inoltre sembra quasi accertato (tramite l'esperienza del mio amico Alain) che i waltl "normali" e questi nani non si possano incrociare. Questi esemplari "nani" (e vi assicuro che sono adulti visto che si sono già riprodotti una volta) compaiono sempre più spesso nei negozi italiani.

In natura: il comportamento delle due specie è pressoché identico. Entrambe colonizzano le più disparate raccolte d'acqua: pozze temporanee o perenni, ruscelli a corso lento, paludi, laghetti e fontanili; addirittura gli esemplari scoperti da Michele Lessona (famoso naturalista che ha descritto molte specie europee) vivevano in alcune cisterne per la raccolta dell'acqua piovana profonde una trentina di metri in Andalusia!
Nei loro territori di origine la temperatura difficilmente scende sotto gli 8°C anche in pieno inverno perciò, soprattutto i poireti, sopportano male periodi prolungati a temperature basse, mentre resistono egregiamente anche a 28/30°C, una temperatura proibitiva per la quasi totalità degli urodeli. Anche se passano tutta la loro vita in acqua, nel caso durante l'estate la loro pozza si secchi, escono sulla terraferma e si nascondono nel primo nascondiglio umido che trovano, estivando fino all'arrivo del primo acquazzone che riempia nuovamente gli stagni e le pozze. Sono tritoni di pianura e non si spingono oltre i 200 m di altitudine.

clicca per ingrandire la vasca In casa: alloggiare questi pacifici tritoni è estremamente semplice. Per una coppia o un trio di waltl è sufficiente un acquario di 70 litri, mentre per i poireti (o per i waltl "nani" che si trovano sempre più spesso) una vasca di 50 litri può bastare per 4 esemplari. Una capienza maggiore ci permetterà comunque di creare un ambiente più vario ed interessante.
Ho parlato di acquari perché questi tritoni non escono mai dall'acqua, limitandosi ad aggrapparsi alle piante acquatiche vicine alla superficie per tener fuori la testa e quindi una sezione terrestre non solo non verrebbe utilizzata rimanendo così vuota, ma toglierebbe spazio a questi instancabili nuotatori.

una femmina Esistono due "correnti di pensiero" su come allevare i Pleurodeles e i tritoni in genere: un acquario senza ghiaia, ma con piante flottanti, oppure un acquario con qualche centimetro di ghiaia e con le piante radicate in essa. Se la prima soluzione aiuta molto nella frequente pulizia del fondo (quindi ideale per allevare i girini), risulta però decisamente "artificiale" per gli adulti, e animali particolarmente timidi o di cattura possono avere problemi nella fase di ambientamento.
Io per i miei tritoni scelgo sempre la seconda opzione. Basta stendere sul fondo 3/4cm di ghiaia a grana medio/piccola (se a grana troppo grande permette ai rifiuti di passarci attraverso e depositarsi sul vetro di fondo inquinando l'acqua, se troppo fine rischia di essere ingoiata dai tritoni provocando danni molto seri all'animale) e comprare qualche pianta per acquari come Elodea/Egeria, Ceratophyllum, Microsorium, Vesicularia (muschio di Java), Cryptocoryne, Vallisneria e Anubias; sono tutte piante molto robuste che si adattano a poca luce e temperature relativamente basse (la T dovrà essere sempre tra i 12° e i 26°C).
un maschio Dobbiamo però ricordarci di dare la possibilità ai Pleurodeles di uscire dall'acqua (lo fanno solo se la temperatura si alza troppo) e quindi metteremo nella vasca o dei pezzi di sughero galleggianti o un tronco (da comprare sempre nei negozi di acquariofilia) che fuoriesca leggermente dalla superficie. Importante è inoltre inserire un piccolo filtro a spugna che crei una leggera corrente e che aiuti a tener pulita e limpida l'acqua della vasca.

Possiamo tenere nella vasca anche più esemplari di entrambi i sessi giacché i Pleurodeles sono tritoni estremamente tolleranti e pacifici anche durante il periodo della riproduzione, o durante i pasti. Anche se io li tengo da soli alcuni miei amici allevano questi tritoni insieme a Cynops orientalis e Paramesotriton senza problemi, anche se la convivenza coi cynops è sconsigliabile viste le piccole dimensioni di questi. La convivenza coi Paramesotriton è sconsigliata invece per l'aggressività che questi ultimi possono dimostrare nei confronti dei pacifici Pleurodeles. Nulla invece vieta di allevare insieme waltl e poireti.

Un'importante accortezza: non afferrate mai questi tritoni per i fianchi. Le punte delle loro costole in tal caso forerebbero la pelle causando un piccolo trauma all'anfibio... e anche a voi (è una strategia difensiva: le punte delle costole dovrebbero dar fastidio all'eventuale predatore). Se proprio dovete prendere in mano i Pleurodeles (per esempio per trasferirli da una vasca a un'altra) dovrete usare un retino oppure prenderli delicatamente e "intrappolarli" nelle vostre mani chiuse a coppa.

magno tutto Alimentazione: questi urodeli sono dei carnivori opportunisti, in natura mangiano qualunque essere vivente abbastanza lento da poter essere catturato: gammaridi, pesciolini, larve di altri anfibi e insetti acquatici d'ogni genere. In cattività accettano praticamente tutto e in quantità incredibili; bisogna perciò fare molta attenzione alla quantità di cibo somministrata e alla frequenza. Se nutriti quotidianamente bisognerà dar loro quantità minime di cibo, oppure si potrà offrirgliene di più diminuendo la frequenza (per esempio tre pasti a settimana) altrimenti si rischia di alimentare eccessivamente i nostri tritoni (che sono veramente dei "pozzi senza fondo"). Come cibo possiamo scegliere tra un'ampia varietà di alimenti.

Riproduzione: i Pleurodeles non solo sono facilissimi da allevare, ma anche da riprodurre. In acquario mantengono una sorta di "orologio biologico" del passare delle stagioni anche se le condizioni della vasca non cambiano e seguono sempre il "calendario naturale" della specie. I Pleurodeles hanno due periodi riproduttivi tanto in natura quanto in acquario: il primo in Aprile/Maggio e il secondo tra Ottobre e Novembre, ma l'accoppiamento è possibile anche durante la pausa tra questi due periodi.

cloaca di maschiocloaca di femmina Distinguere i sessi in genere non comporta difficoltà: i maschi hanno una sagoma più snella e agile, la cloaca è più prominente, le zampe anteriori sono più lunghe e spesso sull'avambraccio è presente una specie di "callo d'amore" (come quello delle Bombina). Le femmine, oltre ad avere le braccia più corte e senza callo, sono più massicce e panciute. Un altro carattere che può aiutare è la colorazione: in molti maschi la colorazione del ventre è giallo ocra/grigio chiaro con piccole e irregolari macchie grigio scuro/nero piuttosto contrastate ,mentre le femmine mostrano una colorazione più scura e uniforme (come "marmorizzata").

Il corteggiamento dei Pleurodeles è molto particolare e totalmente diverso dai rituali "danzanti" dei Triturus o di altri generi (Cynops, Paramesotriton, Pachytriton ecc...). Il maschio intercetta una femmina pronta all'accoppiamento (quindi con la pancia ben gonfia di uova) e si mette sotto di lei alzando in alto gli arti anteriori e afferrando con questi quelli della femmina. l'amplesso Così "agganciati" i due partners nuotano per un po' e durante questo "passo a due" il maschio trasferisce una spermatofora dalla sua cloaca a quella della compagna, dopodiché i due si dividono e vanno ognuno per la sua strada.
Esistono anche alcuni metodi per "stimolare" la riproduzione dei nostri tritoni (che comunque di solito avviene senza nessun intervento particolare da parte nostra) nel caso non sembrino interessati ad accoppiarsi pur essendo in uno dei periodi riproduttivi. Per esempio possiamo fare dei grossi cambi d'acqua (fino all'80% e anche più) immettendo in vasca dell'acqua fredda, oppure far seguire a un periodo di acqua bassa un innalzamento del livello dell'acqua in vasca. Ripeto comunque che spesso non c'è bisogno di questi stratagemmi per ottenere la riproduzione.

Poco dopo l'accoppiamento la femmina depone un numero di uova variabile tra 50 e 100 (raramente si arriva a un numero superiore anche se "si narra" di deposizioni di addirittura 800 uova!!!) appiccicandole singolarmente o a gruppetti sui più disparati substrati: su foglie di piante acquatiche, nel muschio di Java, sul fondo ecc... Poco tempo dopo nascono le larvette e qui inizia la parte difficile dell'allevamento di tutti i tritoni.

Alla nascita i mini-Pleurodeles misurano circa 1 cm e dopo una settimana, in cui si nutrono del residuo del sacco vitellino, andranno nutriti con cibo vivo minuscolo (cyclops, naupli di artemia, infusori, dafnie ed enchitreidi) finché raggiungeranno una taglia abbastanza grande da poter mangiare i chironomus surgelati.
Raggiunta questa fase di solito le difficoltà maggiori sono state superate, infatti le larve da piccole sono sensibili ai cambi d'acqua troppo consistenti e inoltre vanno nutrite tutti i giorni abbondantemente. Di solito alla metamorfosi il girino è lungo tra i 5 e gli 8 cm. In questi tritoni il passaggio da larva a neometamorfosato è decisamente meno traumatico per l'animale e più facile da gestire per l'allevatore, infatti il baby Pleurodeles non esce dall'acqua come fa invece la maggior parte dei piccoli degli altri tritoni, bensì rimane nell'elemento liquido continuando a nutrirsi degli alimenti già menzionati e integrandoli con quelli degli adulti man mano che cresce. L'esperienza insegna che per avere successo nell'allevamento dei girini di Pleurodeles bisogna allestire una vaschetta senza filtro contenente la stessa acqua dell'acquario degli adulti e metterci le uova appena deposte per evitare che i voracissimi genitori le mangino. Dopo le primissime fasi dello sviluppo è meglio allevare le larve separatamente o in gruppetti di 2 o 3 per vaschetta in quanto il cannibalismo è un evento comune in questi animali.

Reperibilità: la reperibilità di questi tritoni in commercio è decisamente irregolare. Pur essendo tra i tritoni più comuni nei negozi inglesi e americani, in Italia i Pluerodeles stanno conoscendo una discreta diffusione solo in tempi recenti. Mentre nella mia città (Roma) come in gran parte del Paese, sono quasi introvabili (non potete immaginare per quanto tempo li ho cercati) in città come Milano si trovano con una certa facilità anche nei piccoli negozi di acquariofilia. Se siete di Milano e dintorni e volete procurarvi dei tritoni Pleurodeles vi consiglio di scrivere al mio amico Alain Lapointe (che è italianissimo e vive a Milano) per scambiare foto, opinioni e informazioni su questi tritoni e magari sulla loro classificazione.

Conclusioni: insomma, avrete capito grazie a questo articolo come sia semplice prendersi cura di questi anfibi simpatici, robustissimi, facili e divertenti da allevare (dopo l'ambientamento arrivano ad afferrare il cibo direttamente dalle nostre mani). Se questo non vi bastasse sono anche prolifici e abbastanza facili da reperire, cosa aspettate a procurarveli?!

Ringrazio l'amico Marco per avermi permesso di allevare i Pleurodeles e senza il quale sarei ancora alla ricerca di questi tritoni.
Ringrazio anche il caro Alain per avermi aiutato nella classificazione dei miei (e dei suoi) Pleurodeles e per le preziose informazioni e osservazioni messe a mia disposizione.



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