Proteus anguinus: il misterioso Proteo

Articolo di Leonardo Ancillotto, fotografie di Manfred Bortoli


Alcuni animali, nel corso della loro evoluzione, hanno sviluppato adattamenti unici e particolari. Uno degli anfibi nostrani più curioso per abitudini e adattamento è il Proteo, unico vertebrato troglobio (ovvero che vive solo nelle grotte sotterranee) europeo.

primo piano Chi è? Il proteo è un anfibio urodelo così unico da appartenere a una famiglia tutta per lui: i Proteidae. La particolarità del proteo è la neotenìa. Gli adulti infatti mantengono caratteri larvali anche dopo aver raggiunto la maturità sessuale, e questi permangono per tutta la vita. Mentre nei comuni tritoni neotenici la somministrazione di un particolare ormone (Tiroxina) stimola la metamorfosi (e quindi si tratta di neotenia facoltativa) nei protei anche una massiccia somministrazione di tale ormone non comporta cambiamenti, trattandosi quindi di neotenia obbligatoria. Altro particolare adattamento del proteo alla vita nelle grotte è la cecità: gli occhi sono infatti ricoperti da un lembo di pelle, che rende quest’anfibio completamente cieco.

Perché questi adattamenti? Semplice, se i protei sviluppassero polmoni perdendo le branchie ed uscendo dall'acqua non troverebbero mai cibo sufficiente in un ambiente così ostile; d'altra parte il permanere nell'acqua con respirazione polmonare li costringerebbe ad un inutile spreco d'energia ogni volta che dovessero risalire in superficie per respirare. Infine la cecità è dovuta al fatto che in un ambiente senza luce come la grotta, il senso della vista risulta assolutamente inutile. Al posto della vista i protei hanno mantenuto ed ulteriormente sviluppato, come i pesci ed alcuni tritoni, la linea laterale composta da piccoli sensori sui fianchi dell’animale, che riesce così a percepire anche i più piccoli spostamenti d’acqua.
La 'mano' del proteo presenta 3 dita, il 'piede' solo 2.

in esplorazione Dove vive? Come già detto, il proteo vive nelle grotte, occupando un ristrettissimo areale: in Italia è segnalato nel versante orientale del Friuli, ed è stato introdotto in una grotta in provincia di Vicenza. Sono inoltre diffusi in Istria e Dalmazia.

Riconoscerlo: difficile vedere un proteo. Io ho avuto questa fortuna durante una gita alle grotte di Postumia, nel Goriziano. A prima vista sembra di essere di fronte a un vermone bianco-rosa, poi, guardando bene, ci si rende conto di star guardando un animale straordinario. Da adulto è lungo fino a 30cm, più spesso intorno ai 20/25cm. La colorazione è biancastra, rosata e le branchie (piccole e poco ramificate) sono rosso intenso. Il corpo è anguilliforme, con coda leggermente compressa. Non esiste dimorfismo sessuale.

Abitudini. Del proteo si sa davvero poco. Da osservazioni in natura è noto che si nutre di crostacei acquatici e che spesso si sposta da una pozza a un’altra.
a tu per tu in grotta Ma la gran parte delle informazioni sul proteo sono state ricavate da osservazioni in cattività. Il corteggiamento è molto particolare, e i due partners fanno una lunga danza che termina in una posizione detta a 'caduceo' (il 'bastone' di Esculapio, simbolo della medicina, rappresentato da due serpenti intrecciati) che vede appunto i due corpi degli anfibi intrecciati tra loro.
Fino a poco tempo fa si credeva che il proteo fosse un animale ovoviviparo, giacché in acquario le femmine partorivano uno o due mini-protei perfettamente formati; invece un’ accurato studio in natura ha dimostrato che in grotta il proteo depone una cinquantina di uova sulle rocce. Pare anche che le femmine pratichino cure parentali alle uova, scacciando possibili predatori.
I girini, al contrario degli adulti, hanno occhi ben sviluppati, e alla schiusa misurano già 20mm circa. Con la crescita compaiono arti anteriori e posteriori e scompaiono gli occhi. La maturità sessuale è raggiunta intorno ai 10 anni (!!); ciò è dovuto alle rigide temperature e alla scarsità di cibo nel loro habitat, che comportano una crescita lentissima.

Conclusioni: come avrete capito il proteo, pur adattandosi alla vita in acquari appositamente attrezzati, non è assolutamente un soggetto da cattività. È infatti uno dei vertebrati più rari d’Europa tanto da essere integralmente protetto in tutto il suo areale di distribuzione. Lasciamolo quindi libero nelle grotte, permettendo che gli studiosi scoprano ancora molto sui questo straordinario e incredibile anfibio.


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