Rana esculenta

Articolo di Guido Fabrizio Li Vigni.


notare la variabilità cromatica Introduzione: come sempre, è bene ricordare che questa rana è, come tutti i rettili e gli anfibi Italiani, protetta dalla Convenzione di Berna. La quale convenzione viene a sua volta applicata, a livello italiano, con disposizioni regionali. Pertanto, prima di azzardarvi ad allevare questo anfibio, consultate gli uffici della regione (Caccia e Pesca).
Potrete trovarvi nel paradosso di vivere in un posto dove sia impossibile detenerla legalmente, ovvero dove, per scopo alimentare, potete raccoglierne fino a 5 Kg al giorno... evviva la coerenza!
Quindi, questa breve scheda è indirizzata a tutti quelli che vogliono semplicemente saperne di più su questa splendida rana, e a tutti gli Italiani, e non, che possono tenerne qualche esemplare in cattività.

non  è bellissima? Distribuzione, habitat, comportamento, alimentazione e morfologia: la rana esculenta è forse il secondo anuro più comune in Europa, dopo il Bufo bufo. Come si sa è un ibrido tra la Rana lessonae e Rana ridibunda. Si trova in una tale varietà di ambienti, che è inutile elencarli tutti. Le semplici esigenze di questa specie, in natura, sono: la presenza di una folta vegetazione sulle sponde dell ’acqua, e, se è presente anche la lenticchia d’acqua (Lemna minor), è anche meglio. Sul fondo dello specchio d'acqua deve anche essere presente uno strato di limo in cui questa rana trova rifugio per sfuggire ai predatori e per trascorrere il letargo invernale. Infatti, se vi capita di avvicinarvi alle sponde di un ruscello con queste caratteristiche, non c’è dubbio che vi accorgerete subito se ci sono rane esculente: le vedrete spiccare grandi salti (anche di due metri) dalla folta vegetazione di terra, per sparire sott'acqua.
La rana in questione è tanto diurna, quanto notturna. Pertanto la sua dieta naturale è varia. Inoltre, di giorno, le rane stanno la maggior parte del tempo sulle sponde, fuori dall’acqua, a prendersi il sole. Quando vogliono rinfrescarsi, si tuffano in acqua restando 'distese' a pelo d'acqua con la testa fuori.
Per quanto riguarda l’alimentazione, come accennato, mangiano un po’ di tutto, senza fare molto le selettive: lombrichi, lumache, insetti acquatici (che mangiano anche sott’acqua), cavallette, farfalline, falene, bruchi, ragni, pesciolini, ecc. In cattività si possono tranquillamente somministrare camole (adulti e larve); larve di mosche (bigattini o cagnotti) e mosche adulte; grilli; pesciolini e, agli adulti, neonati di topo. Infine, se abituate prima con una pinzetta, prestissimo mangeranno dalle vostre mani.

sott'acqua La morfologia di questa rana, è molto interessante: gli occhi sono composti da una pupilla rotonda leggermente orizzontale con iride giallastra; la lingua è corta ma estroflettibile, anche se, quando mangiano, si lanciano con tutto il corpo sulla preda. Le zampe posteriori sono potentissime e palmate (ciò dimostra che sono ottime nuotatrici e saltatrici); la vista è acutissima, riuscendo a vedere prede a una notevole distanza o addirittura che si muovono sott’acqua, per non parlare dei salti che vengono fatti con estrema precisione e con un margine di errore pressoché nullo. La varietà cromatica di queste rane è davvero grande: il dorso è tipicamente verde, ma a volte è marrone, oppure un miscuglio tra i due; delle bande marroni/nere sono sempre presenti sugli arti posteriori, mentre non sono sempre presenti sui fianchi; spessissimo, invece, sono presenti macchie brune più o meno grandi sul dorso. Il ventre è bianco, bianco/giallastro senza macchie. Le dimensioni di questo anuro sono medie con le femmine, più grandi dei maschi, che raggiungono i 10-12 cm.
In generale il comportamento di quest’anuro è molto nervoso e attento, sono rane in un certo senso 'intelligenti' e molto adattabili alla cattività.
Quando si cerca di prendere qualche rana in libertà, con un retino, bisognerà passarlo nella fanghiglia del fondo e, sette volte su dieci, catturerete un giovane esemplare. Questo si spiega col fatto che gli adulti, grazie alla loro stazza, si sotterrano molto più in profondità rispetto ai giovani e resistono in apnea più a lungo.

la vasca Allevamento in cattività: come detto, questa rana si adatta subito alla nuova casa e soprattutto all’uomo. E’ una specie che non richiede niente di speciale, se non un po’ d’acqua, un pezzo di terra e qualche preda alla settimana. Sarebbe anche meglio esporre brevemente la vasca al sole di tanto in tanto, con le dovute attenzioni! Comunque è buona norma tenere una lampada spot da 25, 40, o più watt (dipende dalle dimensioni della vasca e soprattutto dall ’altezza della stessa), accesa 12 ore al giorno per fornire una fonte di calore che, strano a dirsi per un anfibio, è sempre gradita.
Per quanto riguarda le dimensioni della vasca, queste devono essere il più possibile ampie. C’è chi consiglia di non scendere sotto il metro di lunghezza per una sola coppia. Certo, chi ha le possibilità di approntare una vasca così grande per un paio di rane, è davvero fortunato. Ma secondo la mia esperienza 2-3 esemplari possono tranquillamente adattarsi ad un contenitore di 50 cm di lunghezza.
Scendendo nel particolare, riguardo l’arredamento dell’acquaterrario, potete scegliere tra tre modalità di arredamento: una prima costituita da un arredamento essenziale, per niente naturale (tipo acqua ed un sasso); un’altra completamente naturale (paludario); ovvero una sana via di mezzo (che è poi la mia scelta preferita).
la ciotola 'portaprede' La natura della vasca, può essere varia: in plastica (come per esempio i famosi fauna-box, oppure semplici contenitori per indumenti, che sono più spaziosi e meno cari), o in vetro (in questo caso ve lo potete progettare e costruire voi).
Il mio acquaterrario per le esculente è stato basato su di una vasca per indumenti, abbastanza grande. Come arredamento ho usato un pezzo di corteccia d’albero incastrato tra le pareti, e una pietra emergente per creare due zone terrestri; sotto di queste si sono creati degli anfratti naturali, in cui le rane corrono a nascondersi in caso di 'pericolo'; sul fondo, ho messo sabbia di fiume; per rendere l’ambiente più gradevole, è bastato mettere una pianta finta, simile a erba, incastrata tra la parete e il pezzo di corteccia; inoltre, nelle foto, si può intravedere del pothos vero immerso a metà nell’acqua; ultimo accorgimento è stato un contenitore costituito da un fondo di bottiglia, come ciotola per vermi.
Per quanto riguarda l’alimentazione, come molte altre rane, le esculenta sono voraci, quindi bisogna nutrirle con pasti equilibrati, senza pretendere di saziarle. Per gli adulti ad esempio vanno bene 2-3 camole ogni 2-3 giorni, oppure 6-10 bigattini ogni 4-5 giorni, comunque, se volete che le vostre rane vivano a lungo, la regola è variare.

nascosta Riproduzione e dimorfismo sessuale: il dimorfismo sessuale è accentuato: i maschi, infatti, presentano due sacchi vocali laterali, che possono essere estroflessi tramite un'apertura orizzontale posta subito dietro l'apertura boccale. Basta prenderli in mano, che loro subito si difendono gonfiando questi sacchi. Le femmine sono pure in grado di emettere suoni, ma sono molto meno lunghi e forti di quelli dei maschi, e provengono dalla gola, data la mancanza di sacchi vocali in questo sesso.
Per quanto riguarda l’accoppiamento, essendo per me difficile allevare centinaia se non migliaia di girini, elenco solo le notizie fondamentali che ho trovato: gli accoppiamenti si svolgono fra Aprile e Giugno; le deposizioni possono contare da poche centinaia ad alcune migliaia di uova; di solito le uova vengono deposte a gruppi (2-3); l ’amplesso è ascellare; i girini schiudono in 7-8 giorni (dipende da temperatura e condizioni dell’ acqua), e metamorfosano in circa 2-3 mesi. Quando i ranocchini metamorfosano sono piuttosto grandi, potendo raggiungere i 2,5 cm; infine la maturità sessuale viene raggiunta molto presto: intorno ai 12 mesi di vita.
Penso che per riuscire a riprodurre con successo in cattività queste rane, sia necessario disporre di ampi spazi e di un gruppetto di riproduttori (es. 5 maschi e 2 femmine... già immagino i concerti!). L'ideale sarebbe uno stagnetto all’aperto, ovvero un grande acquario usato solo allo scopo di ottenere la deposizione delle uova e poi riservato all'allevamento dei girini, che, quando metamorfoseranno, avranno bisogno di migliaia di microprede da mangiare.

Conclusioni: non posso che augurare buon allevamento a tutti coloro che si cimentaranno con questa specie, magari salvandola da una sagra paesana! Speriamo che un giorno, i legislatori pensino a fare leggi un po’ più equilibrate. Come possono vietare la detenzione di una rana ad un terrariofilo e poi permettere la raccolta della stessa specie, a chili ed in natura, per soddisfare ristoratori e buongustai???
Nessuno verrebbe scontentato se, accanto ad una più severa protezione degli habitat naturali, venissero istituiti degli allevamenti di questa rana, che poi potrebbe essere equamente utilizzata per reintroduzioni in natura, allevamento amatoriale e, perchè no, la preparazione di piatti gustosi!


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