La regina del fuoco: Salamandra salamandra

Articolo di Leonardo Ancillotto

Considerata nel medio evo un essere demoniaco in grado di spegnere il fuoco, è ora una beniamina degli appassionati di anfibi, molto apprezzata da neofiti ed esperti, si tratta della salamandra pezzata (o salamandra gialla e nera).

Salamandra salamandra gigliolii, foto dell'autore Chi è? Il genere Salamandra comprende 3 specie, tutte presenti sul territorio italiano, diffuse esclusivamente in Europa: S.salamandra (oggetto di questo articolo), S.atra e S.lanzai (le cosiddette "salamandre nere").
Difficile, se non impossibile, confondere la salamandra pezzata con qualunque altro anfibio europeo: il corpo è nero lucente con macchie più o meno fitte ed estese di colore giallo intenso-ocra-rossiccio. Il ventre è normalmente uniformemente scuro.
La sottospecie meridionale S.s.gigliolii è quasi il "negativo" della sorella S.s.salamandra: sul corpo giallo più o meno intenso compaiono infatti delle macchie nere, e anche il ventre è spesso macchiato di giallo.
Il dimorfismo sessuale è pressoché assente: in linea di massima valgono i "soliti" parametri che si usano per gli urodeli in generale: la cloaca del maschio (in particolare nel periodo riproduttivo) è più rigonfia di quella della femmina, che è invece piatta.
Per l'identificazione e l'allevamento dei girini e dei neometamorfosati di questa specie vi rimando all'articolo di Roberto nella sezione "girini".


Salamandra salamandra salamandra Dove e come vive? La salamandra pezzata è un animale abbastanza adattabile riguardo all'habitat: l'ambiente preferito è sicuramente il bosco caducifoglie in aree collinari, ma si trova anche in ambienti di macchia mediterranea, boschi aghifogli, pascoli in quota (fino a 1800m).
Come molti anfibi terricoli la salamandra è prevalentemente di abitudini crepuscolari e notturne, uscendo però allo scoperto anche dopo piogge abbondanti o in presenza di un alto tasso di umidità nell'aria.
La salamandra pezzata in natura preda principalmente invertebrati anellidi (lombrichi) e molluschi (limacce), oltre che larve di varie specie di insetti. Pur essendo piuttosto protetta dai suoi umori irritanti che coprono la cute, la salamandra adulta è predata da alcuni uccelli, mammiferi e soprattutto da Natrix natrix (biscia dal collare), immune alle sue secrezioni.
Salamandra salamandra bernardezi, forma gialla Il periodo di attività della salamandra va dai primi tepori primaverili fino all'inizio dell'estate, durante la quale molti individui estivano in luoghi freschi. Spesso si verifica un secondo periodo di attività in autunno, mentre in inverno tutti gli esemplari svernano in rifugi di varia natura.
Proprio nel periodo primaverile avviene la riproduzione. L'accoppiamento avviene a terra e il rituale di corteggiamento prevede una specie di danza tramite la quale il maschio si posiziona sotto la femmina e depone una spermatofora sul terreno, dopodiché di sposta permettendo alla femmina di accogliere la spermatofora nella sua cloaca. Il tempo che passa tra l'accoppiamento e il "parto" è estremamente variabile. Salamandra salamandra fastuosa Quando la femmina è pronta si reca presso un ruscello o un fontanile, immerge la parte inferiore del corpo in acqua (giacché non sa nuotare) e libera nell'ambiente acquatico un numero di larve variabile da 10 a 30 (anche se talvolta rilascia uova, N.D.R.).
In alcune regioni la deposizione delle larve può avvenire addirittura in autunno inoltrato (Ottobre).
Come già accennato in Italia vivono due sottospecie di S.salamandra: S.s.salamandra, di grosse dimensioni, diffusa su Alpi, Prealpi e negli Appennini settentrionali. Cromaticamente questa sottospecie presenta spesso un basso numero di macchie gialle. S.s.giglioli è invece più piccola, più gialla ed è diffusa esclusivamente sugli Appennini del centro-sud.
Nel resto dell'Europa esistono però molte altre sottospecie:

Infine ci sono alcune sottospecie ora considerate come specie distinte da S.salamandra: Salamandra salamandra gallaica In cattività. La convenzione di Berna fa sì che in molte regioni italiane sia ILLEGALE catturare, vendere e detenere esemplari a qualunque stadio di sviluppo di Salamandra salamandra, se non si è in grado di provarne l'acquisto presso allevatori autorizzati.
In fiere come quella di Hamm e in molti stati europei questa specie è apprezzatissima e piuttosto comune nei terrari degli appassionati, essendo stata ripetutamente riprodotta in cattività e quindi disponibile senza dover essere catturata in natura.
Con un'opportuna documentazione (ma non le semplici autocertificazioni che spesso vengono fornite) questi esemplari dovrebbero essere legali anche da noi, ma nessuno sa come si deve procedere per regolarizzarli (nemmeno il nucleo delle Guardie Forestali).
Come al solito, si spera che, col tempo, si faccia un po' di chiarezza su questo argomento che interessa migliaia di appassionati.

Salamandra salamandra terrestris, forma arancione Il terrario: come per qualunque altro animale "da terrario" anche per gli anfibi vale la regola "più la teca è grande, meglio è!". In ogni caso le salamandre non richiedono eccessivo spazio: una teca di 60X30X35cm andrà bene per una coppia di esemplari. Meglio non ospitare insieme più di 3 o 4 esemplari.
Ovviamente esemplari giovani possono essere allevati in contenitori di minori dimensioni fino a una taglia media.
Se si vuol fare un terrario "naturale" il substrato ideale sarà del buon terriccio di bosco (Non fertilizzato) o della torba, su cui poggeremo delle chiazze di muschio vivo, foglie secchie e una radice che funga da rifugio per i nostri anfibi. Se vogliamo ospitare anche delle piante come felci &C. sarà meglio porle in vasetti, anche per facilitare le operazioni di annaffiatura e pulizia del terrario. Il substrato andrà mantenuto umido ma non bagnato. Una piccola riserva d'acqua potrà aiutare a mantenere alto il livello di umidità, ma difficilmente verrà utilizzato dagli animali (al di fuori del periodo riproduttivo).
Alcuni allevatori utilizzano un terrario più spartano, ma sicuramente di più brutto aspetto: il fondo è costituito da carta assorbente molto umida e l'unico arredamento è un rifugio per gli animali (un coccio o una corteccia). Anche se in questo modo si facilitano le operazioni di manutenzione della teca, l'assenza di arredamento può stressare gli animali, che sono indotti a tentare la fuga. Importantissima per un buon allevamento è la temperatura: la maggior parte delle salamandre soffre temperature superiori ai 20/24°. Le sottospecie africane e iberiche sono ovviamente più resistenti delle altre a tali temperature.

Salamandra salamandra terrestris, forma amelanica Alimentazione: in cattività le salamandre accettano una gran varietà di cibi, ed è importante variare il più possibile la dieta: lombrichi (in primis), tarme della farina, camole del miele, blatte, cavallette, grilli, bruchi ecc... gli adulti vanno nutriti con tre/quattro insetti due volte alla settimana, i neometamorfosati accetteranno invece i cibi degli adulti, ma in "formato mini" e vanno nutriti possibilmente a giorni alterni.

Riproduzione: in cattività, per stimolare la riproduzione (non facilissima), bisogna imitare al meglio i cambiamenti della durata delle ore di luce, degli sbalzi barometrici e igrometrici e dei cambiamenti di temperatura.
In cattività l'accoppiamento avviene spesso in autunno e le femmine partoriscono le larve intorno a febbraio. Se si riesce a stimolare l'accoppiamento è importante trasferire la femmina "incinta" in un terrario provvisto di una raccolta d'acqua piuttosto grande, ma poco profonda, in cui possano essere deposte le larve. La maturità sessuale è raggiunta intorno al secondo anno, a una taglia tra i 12 e i 15cm.
Salamandra salamandra è un anfibio piuttosto longevo, essendo documentato il caso di un esemplare vissuto per 50 anni!

La salamandra è un ottimo soggetto di allevamento purchè le si garantiscano temperature moderate, divenendo anche piuttosto domestico (spesso alcuni esemplari imparano a riconoscere chi li nutre e si spingono sul vetro al passaggio di questa persona!). Invito però tutti a non raccogliere esemplari nei nostri boschi o sui nostri monti, ma piuttosto di acquistarne all'estero in modo da non impoverire l'ambiente naturale. Nel caso richiedete documenti legali dal venditore (non autocertificazioni!) ed informatevi presso la vostra regione su quali siano le pratiche da compiere.


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