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Lepidotteri

Grazie al prezioso contributo di Mario Ioppolo inauguriamo l'ordine dei Lepidotteri, ovvero le farfalle: suddivise nelle due grosse sottofamiglie degli Eteroceri (farfalle notturne) e dei Ropaloceri (farfalle diurne, caratterizzate appunto dal ropalio, la piccola clava presente sulla punta delle antenne), si tratta di un grosso gruppo di insetti con circa 100.000 specie descritte. Inutile ricordarvi il loro ciclo vitale, tutti sapete che questi insetti hanno una vita larvale da bruco più o meno appariscente ed un meraviglioso stadio immaginale (così si definisce scientificamente) dotato di ali spesso grandi e coloratissime.
Tra le farfalle troviamo specie con vita adulta piuttosto lunga e capaci di compiere vere migrazioni per sfuggire ai rigori invernali, mentre altre (soprattutto tra le notturne) allo stadio di immagine si limitano a vivere i pochi giorni necessari ad accoppiarsi e deporre le uova (essendo addirittura sprovviste di un apparato boccale funzionante). Queste ultime rappresentano di solito le specie più allevabili, infatti dovremo disporre di cibo solo per il bruco. Quanto poi alla difficoltà di nutrire adeguatamente il bruco dipenderà dalla pianta su cui basa la sua dieta, solitamente specifica ed insostituibile.


Indice delle schede:

Saturniidae I: specie e ciclo vitale
Saturniidae II: stabulare i bruchi
Saturniidae III: sfarfallamento e riproduzione
Samia ricini
Iphiclides podalirius



Cenni di sistematica

ordine molto vasto di insetti dalle dimensioni spesso ragguardevoli (l'apertura alare della Thysania agrippina raggiunge i 30 cm!). Sono inconfondibilmente riconoscibili per le 4 grandi ali membranose coperte da fitte scaglie pigmentate e per la caratteristica bocca a "cannuccia" (spiritromba). Gli occhi sono ben sviluppati.
I bruchi, oltre alle tre paia di zampe canoniche possiedono fino a 5 paia di falsi piedi che protrudono dall'addome: di abitudini solitamente vegetariane, hanno le ghiandole salivari modificate in sericigene con cui possono sostenersi e produrre il bozzolo.
Esistono due sottordini

Omoneuri

con le famiglie dei Micropterigidi (primitivissimi, hanno vere mandibole invece della spiritromba e si nutrono di polline anzichè nettare), e degli Epialidi: rappresentano un gruppo di piccole farfalline crepuscolari dai colori scialbi.

Eteroneuri

comprendenti le due superfamiglie degli
Eteroceri corrispondenti grossomodo alle farfalle notturne, con le famiglie dei Tineidi (tarme della lana), Noctuidi, Sfingidi (grosse farfalle dal volo "librato" simile a quello dei colibrì), Saturnidi (la Saturnia pyri è la più grande farfalla italiana), Bombicidi (Bombix mori è il baco da seta), Geometridi (col tipico bruco che si muove formando una U capovolta col corpo), Zigenidi (unici con abitudini diurne e con un falso ropalio di forma allungata), Arctiidi ed Uranidi (dai riflessi multicolori).
I Ropaloceri rappresentano le più evolute farfalle diurne, con le famiglie dei Papilionidi (con i bellissimi Papilio machaon, il macaone e l'Iphiclides podalirius, il podalirio), Pieridi (diffusissime, solitamente di dimensioni medio-piccole), Licenidi e Ninfalidi (tra queste si trovano bellissime farfalle dai colori mozzafiato quali le nostre Vanessa e le Morpho sudamericane).



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