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Podalirio

Articolo e foto di Mario Ioppolo

Podalirio Il Podalirio (Iphiclides podalirius) è una farfalla diurna della famiglia dei Papilionidi, molto comune e diffusa in tutta Italia. Simile al macaone (Papilio machaon), altrettanto comune e che appartiene alla stessa famiglia, si distingue facilmente a prima vista, da quest’ultimo e da altre farfalle diurne nostrane, per le ali bianco-giallastre percorse da strie verticali nere; la tonalità giallo-biancastra del colore di fondo delle ali può variare leggermente (secondo la zona geografica), ed esiste una forma melanica (I. podalirius f. 'lucifer'), molto rara. E’ possibile osservarla in volo tra marzo e settembre, anche in città nei pressi di parchi e giardini, e nei frutteti.

bruco Allevamento: le uova sono molto piccole, sferiche e di un pallido color giallo-verde. Si trovano deposte isolate su foglie di alcuni alberi da frutto, soprattutto peschi.
Le uova, che nell’imminenza della schiusa diventano più scure, schiudono dopo circa 10 giorni.
I bruchi possono essere allevati su foglie di pesco e albicocco o, come seconda alternativa, su altre piante del genere Prunus. Alla nascita sono molto piccoli (appena 4 mm) e delicati. L’ideale sarebbe, almeno per il primo stadio, di allevarli sulla pianta nutrice in vaso, naturalmente protetta con rete a maglie fini.

bruco Lo stadio larvale dura 5-8 settimane. In questa specie i bruchi, anche quando non devono mutare pelle, possone tessere uno straterello di seta per garantire un migliore appiglio alle foglie dove si soffermano, pertanto è meglio, durante il rinnovo delle foglie nutrici, staccare l’intera foglia su cui sta il bruco e attaccarla sul nuovo ramo.
Giunto a maturità, il bruco, che arriva a misurare appena 4 centimetri, si prepara alla ninfosi: si sofferma quindi su un substrato, costituito di solito da un ramo della pianta nutrice, e a un certo momento vi si ancora con una 'cintura' di seta.

il bruco tesse una cintura di seta Dopo circa 24 ore o più di quiescenza, il bruco si trasforma in una crisalide, di color verde o bruno. La cintura di seta garantisce alla crisalide, che è attaccata con della seta anche per la punta dell’addome, di rimanere attaccata per tutto il periodo che precede lo sfarfallamento; è importante quindi non danneggiare tale ancoraggio, lasciando la crisalide così com’è; lo sfarfallamento avviene entro 4 settimane; se però si tratta della generazione svernante, cioè quella che vede i bruchi incrisalidarsi a inizio autunno, l’adulto sfarfallerà la primavera successiva.

la crisalide La farfalla abbandona la crisalide molto rapidamente: non essendovi un bozzolo da cui uscire, l’adulto spinge semplicemente contro l’involucro secco e friabile della crisalide e ne esce fuori (mentre attendevo lo sfarfallamento per le foto, mi sono distratto pochi secondi e ho perso il momento in cui la crisalide si apriva).

L’adulto neosfarfallato, che ha le ali piccole e mollicce, si arrampica verso l’alto finchè non trova un punto adatto e tranquillo dove fermarsi a lasciar distendere le ali, dopodichè in alcuni minuti le ali raggiungono la dimensione e rigidità definitiva.

lo sfarfallamento Al momento non ho indicazioni per la riproduzione giacchè si tratta di una specie che richiede spazio, nettare giornaliero e che, in cattività, è restia ad accoppiarsi e a deporre le uova (io non sono riuscito a far deporre le uova a una femmina fecondata trovata sul balcone).

ad ali distese, pronta a volare Molti allevatori praticano l’accoppiamento artificiale, che richiede una certa pratica e del quale al momento non ho esperienza quindi non mi soffermo a descriverlo.
Per chi voglia tentare un accoppiamento naturale consiglio una voliera in rete a maglie fini di almeno un metro cubo, posta in posizione soleggiata e con rami freschi di pesco e delle pante fiorite in vaso delle specie Buddleia e Lantana.



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