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Drosofile

Beniamine dei genetisti e degli appassionati di "animali insoliti" le drosofile, detti moscerini dell'aceto o della frutta, costituiscono il cibo base per moltissimi animali adulti o neonati.
In Europa sono state descritte una ventina di specie tutte di piccole dimensioni e di abitudini simili. Tuttavia per i nostri scopi ci basta sapere che esistono una specie, la "melanogaster", di piccole dimensioni (2mm), con ciclo vitale di 15 giorni, e con colorazione sul marroncino, e la "hydei", più grandicella (3,5mm), con ciclo vitale di 25 giorni, scura e con gli occhi rossi.
I genetisti ci vengono in aiuto in quanto, per poterle allevare senza essere infestati, hanno selezionato varietà di questi moscerini che sono incapaci di volare, ed è solo di quelle che ci dovremo servire! Esistono miriadi di protocolli per il loro allevamento, ma mi limiterò a descrivere quello che ho utilizzato io, almeno so che funziona ed è attuabile in ambiente domestico (certe "pappette" consigliate in giro puzzano in modo orrendo!).

Drosofila selvatica Contenitore: poichè ogni coltura dovrà durare circa un mese mantenendo il giusto grado d'umidità è fondamentale che la superficie di scambio con l'ambiente esterno sia ben calibrata. Avendo la fortuna di lavorare in un laboratorio mi sono potuto procurare facilmente le bottiglie in plastica da mezzo litro in cui viene venduto il terreno per colture cellulari (e che vengono buttate via quando vuote). Queste bottiglie hanno base quadrata, altezza limitata (12x12x20) ed un'imboccatura larga (3 cm), rappresentano quindi una soluzione ideale per allevare le Drosofile. Come unica modifica ho forato il tappo a vite per l'intero diametro incollandoci sopra una fitta zanzariera metallica. Capisco che non tutti possono procurarsele (se abitate vicino a Genova posso mettervene da parte qualcuna, basta che poi passiate a prendervele!) ma potete comunque usare barattoli di forma adeguata. Alcuni come tappo, in sostituzione della rete, usano un batuffolo d'ovatta.

Substrato: il substrato deve assolvere due funzioni fondamentali che si contrappongono: nutrire le larve e gli adulti, ed impedire che crisalidi e adulti affoghino nello stesso. In aggiunta al substrato alimentare si dovrà quindi immettere nelle bottiglie qualcosa di solido: io ho usato paglia da imballaggio o un batuffolo di "lana di perlon" comunemente usata per i filtri d'acquario e per le cappe aspiranti delle cucine. Ambedue lavorano bene, ma solo la seconda può essere riciclata. Tenete conto che, mentre la paglia da imballaggio resiste piuttosto bene, la lana di perlon tenderà ad affondare lentamente nel pastone digerito dalle larve, quindi abbondate.

Pastone alimentare: Mescolare acqua, zucchero, lievito, farina (non fate grumi) e cuocete il tutto a fuoco basso, mescolando continuamente. Usate un contenitore molto ampio perchè bollendo l'amalgama tenderà a gonfiare e ad uscire dalla pentola! Dopo pochi minuti dall'inizio dell'ebollizione vi accorgerete che, a mo' di budino, il pastone comincia a rapprendersi, spegnete quindi il fuoco. Sciogliete la Nipagina nell'alcool e mescolate il tutto col pastone, versate nelle bottiglie (vi conviene avere un imbuto "dedicato" con beccuccio largo e corto (eventualmente tagliatelo). Due cm di pastone per bottiglia sono OK. Lasciate quindi raffreddare e solidificare. Aggiungete la paglia da imballaggio o un altro substrato ed una trentina di drosofile adulte.
aspiratore entomologicoUn attrezzo molto utile a questo scopo è l'aspiratore entomologico, usato appunto dagli entomologi per raccogliere piccoli insetti. Si tratta di un provettone a cui si applica un tappo ermetico con due fori attraverso cui passano due tubetti di silicone, tipo quello da acquari. I due tubi serviranno uno, più corto, ad aspirare gli insetti e sarà quindi libero, l'altro, più lungo, per applicare la forza aspirante (la vostra bocca!) e sarà quindi protetto, sul lato interno alla provetta, da della garza (così non li inghiottite voi lasciando i vostri beniamini a "bocca asciutta").

Come variazione al pastone sopra descritto potete ridurre la quantità di farina di grano, usando agar o pectina come addensante, o usare al suo posto della polenta. Non esagerate con lo zucchero: un suo eccesso fa solo danni.

Nel capitolo sulle Dendrobates ho citato il frequente problema dell'assalto degli acari ed alcuni rimedi naif per arginarli, quali immergere la base delle bottiglie di coltura in una bacinella con due dita d'acqua. Ho letto su di un sito universitario che un'altro espediente per recuperare una coltura lievemente contaminata consiste nel preparare settimanalmente nuove bottiglie di coltura in cui passare i soli moscerini adulti:in questo modo si cerca di "perdere per strada" gli acari che non riescono a completare il ciclo vitale in una sola settimana. Al terzo passaggio ci si ferma e si incrociano le dita!

Unica manutenzione generale è quella di lavare bene le bottiglie a fine coltura (quando non è più produttiva) usando un po' di candeggina, asciugarle bene...e via da capo. Per avere Drosofile a sazietà avviate una nuova coltura ogni 10 giorni se no basta ogni 20. Tenete conto che i primi moscerini a sfarfallare sono quasi invariabilmente maschi quindi aspettate qualche giorno prima di recuperare i riproduttori per le nuove colture.



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