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Formiche

Scrivo questo capitolo benchè non convintissimo, ho allevato le formiche, ma non mi sono mai servite; unica possibile applicazione sarebbe il mantenimento di lucertole cornute o altri rettili strettamente mirmecofili. Le specie di formiche sono tante e prima di intraprenderne un allevamento è bene cercare di identificare la specie prescelta onde poterla nutrire adeguatamente. Alcune, come la formica rossa, sono infatti tendenzialmente carnivore, mentre la messor è granivora. Per mia ed altrui esperienza riferisco che le Dendrobates amano formiche con colorazione sul rosso, ma comunque non le considerano in cattività come una speciale leccornia.

la sciamatura Procurarsele: l'ideale allevamento delle formiche dovrebbe cominciare procurandosi una formica regina il che è arduo se si ha la pretesa di rivoltare a badilate un formicaio già avviato, ma risulta estremamente semplice se in una sera di inizio estate si ha la cura di raccogliere qualche formica alata.
Le formiche infatti producono una generazione di soggetti alati (piccoli maschi e grosse femmine con addome ingrossato) che sciama più o meno sincronamente pochi giorni dopo una luna piena da più formicai. Mentre i maschi muoiono subito dopo l'accoppiamento, la femmina si disfa delle ali e cerca un rifugio ove fondare il nuovo formicaio, ed è a questo punto che ne raccoglieremo qualcuna (femmina senza ali = femmina già fecondata). Certo, questo sistema è un po' lento ad ingranare, alcune regine cominciano infatti a deporre solo una volta superati i rigori invernali, ma è sicuramente il più ecologico; vorrà dire che se proprio non ne potremo fare a meno ci procureremo un po' di operaie "pronto uso" da un formicaio selvatico ben avviato con l'aspiratore entomologico descritto nel capitolo sulle drosofile (sentirete che pizzicorino fa in bocca l'acido formico!)

Allevarle: la regina non necessita di nutrizione perchè alleverà le sua prima covata di formiche usando l'energia dei suoi muscoli alari che non le servono più. Ponetela quindi in un grosso barattolo (ottimi quelli da 5 Kg) pieno a metà di una miscela di terra, argilla espansa e pezzi di legno, con chiusura a prova di fuga e con griglia di areazione (rete metallica ultrafitta) e lasciatela in pace. Se l'avete raccolta in tarda estate o in autunno ponetela all'esterno così che percepisca il cambiamento stagionale. Quando vedrete emergere le prime formichine operaie (inizialmente sono solo 4 o 5) dovrete cominciare a somministrare un po' di nutrimento: mezza larva di tenebrio per le carnivore, o qualche fiocco d'avena o briciola di pane per le granivore. Per evitare la disidratazione, oltre a vaporizzare di tanto in tanto il substrato con modeste quantità d'acqua, sarà bene che lasciate una piccola riserva d'acqua fissa (un tappo di bottiglia va più che bene).
Il numero di formiche crescerà progressivamente finchè potrete, anzi dovrete, attigere regolarmente dall'allevamento (se no non potrebbero comunque stare in un contenitore così piccolo). Tutto qui, l'unico accorgimento che vi consiglio è, se avete un terrazzo, di aprire lì il barattolo per le necessarie operazioni di nutrimento/prelievo onde non rischiare fughe indesiderate. Con questo sistema io ho allevato le messor senza problemi; devo aggiungere che, nel terrario delle Dendrobates, assieme ad una pianta, avevo introdotto mio malgrado un piccolo formicaio di una specie di piccolissime formiche rosse che hanno convissuto con le rane senza problemi spartendosi con queste le drosofile all'ora del pasto! In estate però sono tornate utili perchè nel periodo di digiuno corrispondente alle mie ferie le Dendrobates si sono improvvisamente accorte di loro e le hanno "spazzolate via" tutte. Sconsiglio comunque di introdurre volontariamente delle regine nel terrario perchè rischiereste seriamente di perderne il controllo e trovarvi invasi.



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