Grillo (Acheta domestica, Acheta assimilis)

Se questo suono vi fa venire in mente una scena bucolica l'allevamento dei grilli fa al caso vostro, se invece vi ha dato già i nervi rinunciate: se non ne sopportate uno figuratevene una scatola piena!

Grilli di vario stadio, dal baby all'adulto: notate le ali zigrinate del maschio e l'ovopositore della femmina. Il grillo è giustamente considerato il cibo "base" per qualsiasi rettile insettivoro: è equilibrato quanto a contenuto di nutrienti (il 50% sono proteine), la chitina non è eccessiva, non è grasso. Aggiungerei che è senz'altro il più prolifico degli insetti che possiamo allevare ed inoltre, a temperature sufficientemente alte, il suo ciclo vitale diviene molto rapido (circa 2 mesi). Io ho citato a mo' d'esempio l'Acheta domestica e l'A. assimilis , che sono varietà chiare, come quella rappresentata nella foto, ma esistono anche altre specie di Acheta/Grillus "scure" allevabili con modalità simili, benchè più territoriali e chitinose.

Allevamento estensivo o intensivo? Questa domanda dovete porvela da subito: se infatti avete un consumo di grilli limitato e ri-integrate spesso la vostra colonia con un acquisto, tutto sommato potete accontentarvi di un allevamento estensivo che vi darà poco lavoro... ed una resa proporzionale.
In questo caso potete usare un unico contenitore, tenendo conto che le dimensioni della scatola dipendono solo da quanti esemplari volete allevare, infatti sarà la superficie disponibile a decreatare il numero massimo di grilli "a regime" del vostro allevamento.
Direi quindi di usare una scatola in plastica sufficientemente ampia (es 50 x 30 x 30 cm), tipicamente una di quelle acquistabili in qualsiasi centro di bricolage per pochi euro. La parte centrale del coperchio andrà eliminata (io la taglio via con un vecchio coltello arroventato sui fornelli) e sostituita con della rete a zanzariera in metallo.
Per sfruttare al massimo la superficie interna dovrete costruire un vero e proprio condominio usando vari tipi di materiale cartaceo: io uso i rotolini interni della carta igienica e da cucina, piegandoli al centro e flettendoli a V capovolta. Una volta impilati in 5-6 "piani" -e più file- creeranno numerosi alloggi per i nostri grilli. In alternativa potrete usare i contenitori in carta pesta per le uova, o al limite semplici giornali accartocciati ed impilati (io però ho sempre un po' di timore del piombo contenuto negli inchiostri). Devo dire che trovo i rotolini di gran lunga più comodi anche perchè permettono di recuperare direttamente una quota di grilli - al loro interno- ogni volta che ne abbiamo bisogno, senza dover mettere sottosopra l'intero allevamento.

La scatola Il "condominio" occuperà circa i 2/3 dello spazio, mentre un lato sarà lasciato libero per accogliere cibo, acqua, ed i contenitori per la deposizione. Sconsiglio di mettere il terriccio di deposizione direttamente sul fondo della scatola (anche se inizialmente pare semplificare l'allevamento) perchè i grilli produrranno molte feci e le operazioni di pulizia sarebbero difficoltose; il ristagno d'umidità, inoltre, scatenerà facilmente -specie d'estate- infestazioni di acari e moscerini (tipicamente Simulidi), con esiti nefasti.
Procuratevi quindi delle scatolette (il numero lo deciderete in base alle vostre necessità) in cui mettere del terriccio non concimato, o torba. Questo dovrà avere uno spessore di circa 3 cm, ben pressato, e sarà mantenuto umido, ma mai fradicio. I contenitori di deposizione saranno usati a rotazione lasciandoli nella scatola per -massimo- 15 giorni (il tempo medio di schiusa delle uova). Se i riproduttori sono molti è meglio ridurre il tempo ad una sola settimana perchè le femmine depongono tutte alla medesima profondità ed una volta saturata la scatola faranno solo del danno alle uova già deposte. Una volta impiegavo una rete metallica per impedire alle femmine di scavare il terriccio, ma ho verificato che in realtà non serve, infatti gli adulti non predano le uova (anche se non sono altrettanto "teneri" con i piccoli!).

Cibo e ... bevande I microgrilli, definiti dagli anglosassoni pinheads (teste di spillo) per le loro dimensioni intorno al millimetro, saranno lasciati schiudere ponendo il recipiente con la terra in un qualsiasi contenitore (es una scatola da gelato) e ri immessi direttamente nella scatola principale se applicherete un allevamento estensivo. La rotazione dei contenitori di deposizione eviterà danni da eccesso di uova e soprattutto impedirà, o limiterà, l'attacco degli acari e moscerini, che amano il terriccio umido "concimato" dalla uova non schiuse e dall'accumulo delle feci dei genitori.

Se tuttavia avete bisogno di un allevamento intensivo, a questo punto dovrete prevedere almeno altri due contenitori (stavolta bastano piccoli, es due faunabox). Qui porrete a rotazione, con modalità di arredamento/allevamento simili a quanto descritto, i microgrilli, permettendone l'accrescimento fino a circa 8-10 mm di taglia (circa 3 mute). Solo a questo punto li potrete ri-immettere nel contenitore principale limitando notevolmente le perdite (che avvengono per cannibalismo a spese degli esemplari più piccoli e degli esemplari in muta). Questi contenitori di accrescimento permettono inoltre di ottenere selettivamente grillini di taglia adeguata nel caso dobbiate alimentare covate numerose di baby anfibi o rettili. Credetemi che recuperarli quotidianamente da un contenitore in modalità "estensiva" sarebbe improponibile.

Sicuramente il metodo intensivo è un po' più impegnativo, per spazio richiesto e manutenzione, ma mi sento di caldeggiarlo a chiunque abbia un allevamento amatoriale di amici a sangue freddo. Pensate che io iniziai ad allevare grilli partendo da soli 20 esemplari di Acheta assimilis acquistati nel 1993... e che non ne ho mai più dovuti comprare!

La schiusa dei baby produce migliaia di nuovi grilli in pochi giorni Temperatura: la temperatura d'allevamento costituisce il miglior sistema di controllo della produttività del vostro allevamento. Infatti è possibile ottenere risultati diametralmente opposti se si utilizzano i valori limite: a 18-20°C i grilli cresceranno a stento e le uova potranno impiegare quasi 4 settimane per schiudere. In queste condizioni l'intero ciclo vitale può impiegare 5 mesi. Simili condizioni possono venirvi utili solo se di inverno avete quasi tutti i vostri amici insoliti in letargo.
La stabulazione a temperature medie di circa 32-34°C, viceversa, fa schiudere le uova in una sola settimana e completare il ciclo vitale in circa 7-8 settimane. Queste condizioni sprint sono una vera benedizione in occasione delle schiuse di animali voraci quali camaleonti, o pogone.
Per mantenere simili temperature si possono usare vari espedienti: posare la vasca d'allevamento sul coperchio di un terrario (lampade e reattori faranno il resto), ovvero dotare la scatola di un sistema di riscaldamento autonomo basato su cavetti/tappetini riscaldati, o uno spot ad incandescenza di vattaggio adaguato (eventualmente attaccati ad un termostato). Ricordatevi che in queste condizioni il terriccio dovrà essere monitorato ed inumidito spesso per evitare disidratazioni letali agli embrioni, meglio quindi non posizionare il suo contenitore direttamente sotto la lampada, o sopra il cavetto/tappetino.

I grilli neometamorfosati sono estremamente fragili e teneri, molto indicati come cibo per gli anfibi. Alimentazione: più sarà varia meno fenomeni di cannibalismo osserverete. Se state in campagna una soluzione ideale consiste nel farsi una bella scorta di fieno ed usarlo come cibo base, questo infatti rappresenta la forma più naturale di nutrimento e noterete la velocità con cui i grilli lo consumano. L'erba fresca potrebbe andare anche bene, ma talvolta i grilli vengono afflitti da attacchi di dissenteria, quindi è meglio non rischiare.
Se non avete accesso al fieno potrete sostituirlo validamente con del pellettato di erba medica (quello normalmente venduto per i conigli nani), a questo si aggiungeranno dei cereali (tipo muesli, o fiocchi d'avena), croccantini per gatti (necessari per fornire un apporto proteico adeguato) ed un po' di frutta fresca (tipicamente mezza arancia, o uno spicchio di mela, ma anche le albicocche sono graditissime). Sconsiglio le varie lattughe perchè causano dissenteria, mentre potete usare radicchio e tarassaco senza problemi.
Il cibo fresco deve essere dato a piccole dosi, in modo da rinnovarlo quotidianamente evitando fermentazioni e muffe.
Anche se molti ritengono che la frutta basti come riserva d'acqua, mi sento di negarlo categoricamente: i grilli bevono, e molto (soprattutto se li tenete ad alte temperature) e la mancanza d'acqua è la prima causa di cannibalismo e delle famose "morie estive" che molti attribuiscono al troppo calore! Mettete quindi nella scatola un beverino di quelli per uccelli, con il beccuccio pieno di cotone idrofilo (onde evitare affogamenti) vedrete con che frequenza vi toccherà a riempirlo! La mia scatola principale, ad esempio, a regime contiene circa 300 grilli e questi consumano circa 80 ml d'acqua ogni 2-3 giorni con temperature intorno ai 24°C ed in presenza di frutta.

Femmina pronta al decollo, con ali in fase di riscaldamento Allevamento: i maschi si riconoscono per le elitre (primo paio d'ali) zigrinate e la testa più massiccia, mentre le femmine han elitre liscie ed un lungo ovopositore di circa un centimetro, che serve loro per forare il terreno e deporre le uova in profondità (una singola femmina ne fa svariate centinaia, fino ad 800, nell'arco della sua breve vita).
Il ciclo vitale si compie attraverso 6 stadi (con cinque mute) ed il grillo passerà da circa 1 mm di lunghezza fino a 3 cm (parlo dell'A. assimilis, perchè la domestica è più piccola). A partire dalla terza muta (quarto stadio) è già possibile distinguere con facilità i sessi grazie all'abbozzo di ovopositore esibito dalle femmine, e quindi cominciare la selezione "salvatimpani".
I maschi esibiscono infatti due tipi di canto: uno potente, il classico cri-cri, ed uno debole, più simile ad un cicaleccio sommesso, con cui avvicinano la femmina poco prima della deposizione della spermatofora. Per non impazzire, a causa del canto continuo, sacrificherete quindi preferenzialmente -come cibo vivo- i maschi (adulti per primi), così da mantenere una sex-ratio di circa 1 maschio ogni 5 femmine. Questo espediente riduce drasticamente la competizione e le dispute territoriali, facendo prevalere il canto "debole" e lunghi periodi di silenzio! Se non avete necessità di migliaia di individui al mese, vi basterà avere un nucleo riproduttivo di solo una ventina di adulti per soddisfare a pieno ogni necessità.
La fase vitale più delicata è comunque rappresentata dai grilli neonati, perchè facilmente disidratabili e non dotati delle forti mandibole degli adulti. Per incrementare la produttività di un allevamento intensivo può essere d'aiuto fornire a questo stadio più fonti d'acqua a prova di annegamento (il cotone idrofilo deve quindi superare la superficie dell'acqua) e del mangime tenero e nutriente (es mangime in scaglie per pesci d'acquario e/o pastone per pulcini/quaglie).

Pulizie: col tempo la vasca degli adulti accumula uno strato di escrementi secchi sul fondo e va quindi pulita. La mia scatola, già citata, produce la bellezza di circa 4 etti di feci secche ogni due mesi. Per eliminarle esistono vari espedienti: dal creare una scatola gemella in cui trasferire i grilli, a sistemi più drastici, quali inclinare tutta la scatola su di un lato squotendola, in modo da fare defluire le feci tutte sul lato privo di cartone (previo allontanamento dei beverini e delle scatole di deposizione). In questo modo, pur terrorizzando i grilli, si possono rimuovere le feci senza rischi di fughe. Nel caso -tutt'altro che infrequente- che un grillo riesca comunque a scappare potete stare tranquilli, i grilli infatti non riescono ad "infestare" la casa perchè non hanno un substrato di deposizione e comunque muoiono di sete nel giro di 2-4 giorni (ribadisco quindi quanto sia importante l'acqua nel loro allevamento).

Che specie scegliere? Fino ad un paio di anni fa era commerciata soprattutto l'A. domestica: più gialla, piccola e -soprattutto- chiassosa. Di recente un'epidemia virale ha messo a dura prova gli allevamenti di questa specie, dando un notevole slancio all'allevamento della A. assimilis (la specie che ho allevato fin dall'inizio, per puro caso). Credo sia stato un bel guadagno per tutti: questo grillo infatti ha una taglia più grande, i maschi hanno un canto più tranquillo (infatti gli anglosassoni lo definiscono "silent cricket") e sono insetti generalmente meno "nervosi" e più "igrofili", limitando quindi le fughe e la sopravvivenza degli eventuali fuggitivi.

Ultime note: i grilli hanno un secondo paio d'ali, perfettamente funzionante, che sporge sotto le prime, ben oltre la lunghezza del corpo. Queste possono essere usate attivamente per lunghi voli, tuttavia necessitano di una fase di riscaldamento della muscolatura che si osserva di rado (riconoscibile per una continua vibrazione rapidissima delle ali in posizione semi-raccolta, vedi ultima foto). Io l'ho osservato solo in estate, con contenitori colmi di grilli, e solo con femmine ancora non fecondate; questo mi induce ad ipotizzare che si tratti di un meccanismo di dispersione con cui il genoma passa a popolazioni contigue ad opera delle sole femmine.
Il resto dei grilli -per fortuna- si limita a compiere salti modesti e queste ali, molto sottili e fragili, restano comunque utilizzabili per breve tempo: dopo circa una settimana in genere sono già "consumate", o assenti.

A questo punto credo di aver toccato i principali punti necessari per avviare un allevamento proficuo e vi invito a provare voi stessi, magari chiudendo gli adulti in un armadio -durante le notte- per dormire sonni tranquilli!


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