Basta con le superstizioni!

Articolo e dipinti di Leonardo Ancillotto (striscie di Schulz)
(articolo del 25/9/2002)


rospi arboricoli???

C'è poco da fare, almeno per il momento: viviamo in un mondo in cui rettili, anfibi e artropodi sono considerati animali sporchi, viscidi e disgustosi dalla stragrande maggioranza delle persone.
Sembrerà un controsenso, ma le stesse persone che tutti i giorni si connettono a internet, seguono documentari in televisione e leggono libri, proprio queste persone si fermano nella maggior parte dei casi alla conoscenza, più o meno approfondita, degli animali "più vicini all'uomo": mammiferi e uccelli.
Sarà forse il fatto che i NOSTRI beniamini non hanno né pelo né piume a sconvolgere le persone?!
Comunque sia, molte persone "proiettate nel terzo millennio" rimangono convinte di alcune "verità popolari" su rettili e anfibi, senza comprendere che queste sono vere e proprie SUPERSTIZIONI, spesso ereditate dal Medioevo!

e noi che li cerchiamo lungo i fossi!

Con questo breve articolo voglio solo fare un elenco delle dicerie sui nostri amici a sangue freddo, che erano diffusissime soprattutto nel medioevo.
Ecco perciò una breve panoramica di queste vere e proprie sciocchezze che, ahinoi, ancora sono diffuse soprattutto nelle campagne, ma anche nei centri urbani.

clicca per ingrandire Salamandra salamandra. La salamandra pezzata è probabilmente l'anfibio più bistrattato di tutti. Le furono affibbiati poteri demoniaci e capacità magiche a causa delle quali sicuramente sarà morta più di "qualche" salamandra. Si credeva infatti che le salamandre fossero "così fredde da spegnere le fiamme al loro passaggio", e che fossero proprio questi animali a controllare gli incendi. Per questo motivo i boschi di tutta Italia ed Europa furono battuti dai "cacciatori di salamandre" perché gli animali venissero venduti al mercato come estintori "anti-incendio"!
Accanto al ruolo di "ignifugo", la salamandra fu considerata un vero e proprio essere maligno: addirittura si raccontava che sotto gli occhi di Cristo crocefisso i carnefici facessero sfilare gli animali più terribili e repellenti per acuirne la sofferenza, ma Gesù rivolse a tutti un sorriso e uno sguardo benevolo. Ma quando fu il turno della salamandra, Gesù distolse lo sguardo, disgustato!
Secondo altri "miti" chi uccide una salamandra gode di 100 anni di indulgenza (da qui si capisce il perché degli antichi massacri di questi poveri anfibi!), il "soffio della salamandra" uccide le vacche, chi incrocia il suo sguardo corre un rischio mortale, una donna incinta che riposi vicino a una salamandra rimarrà storpiata, addirittura certi alchimisti del '500 pensavano che colando argento vivo sulle salamandre si potesse ottenere l'oro! Insomma... roba da matti!

Salamandrina terdigitata. La sfortunata "cugina minore" della salamandra ha avuto il vantaggio di essere meno notata dagli umani, così da doversi guardare solo dai pastori, che uccidono le femmine che depongono negli abbeveratoi, credendole capaci di uccidere il bestiame avvelenando l'acqua!

Bufo bufo. Il rospo comune è, più che odiato, oggetto di repulsione da parte dell'80% della gente cittadina. Questo soprattutto perché si crede che il rospo "sputi veleno" in grado di rendere ciechi! Chiariamo le cose: i rospi NON SPUTANO, ma al massimo estroflettono la lingua per catturare le prede (insetti e vermi). L'unica vera "pericolosità" del rospo è che le ghiandole cutanee (soprattutto le parotidi ai lati della testa) producono la bufalina (una tossina) che se viene a contatto con le mucose dei mammiferi può irritarle. Infine il rospo, se catturato, può orinare copiosamente sul predatore. Quindi basta lasciare i rospi in pace perchè non ci sia danno né per loro né per noi.

clicca per ingrandire Lacerta (viridis) bilineata. Il ramarro, sicuramente uno dei rettili italiani più vistosi con la bellissima testa turchese dei maschi adulti e il corpo verdissimo lucente. Così bello e allo stesso tempo poco conosciuto. I pastori lo rispettano, poiché fra loro è diffusa la credenza che vedere un ramarro avverta il viandante dell'imminente arrivo di un serpente. Altri però lo "temono" poiché lo credono velenoso e capace di dare morsi potentissimi, quando in realtà esistono solo due specie di sauri (lucertole) velenosi al mondo, diffusi in Nordamerica (Heloderma suspectum e Heloderma horridus), e la sua presa non è particolarmente più forte di quella di una grossa Podarcis.

clicca per ingrandire Luscengole, orbettini e bisce. Come al solito è la "cattiva fama" di Vipera aspis (la vipera comune) a far sì che l'uomo abbia diffidenza per qualunque cosa strisci sul terreno.
Infatti sia orbettini (Anguis fragilis) che luscengole (Chalcides chalcides) e le bisce (Natrix spp., Coluber spp. ed Elaphe spp.) vengono considerati rettili aggressivi e dotati di veleno mortale per gli uomini niente di più falso!
In Italia esistono solo tre specie di serpenti "pericolosi" per l'uomo: la vipera comune, il marasso o vipera di palude (Vipera berus) e la vipera dal corno (Vipera ammodytes). A parte che anche le vipere non vengono certo a cercarci, timide e riservate quali sono, ma animali innocui e anzi utili come le bisce (che mangiano i topi!) o gli orbettini e le luscengole (che mangiano gli insetti dannosi per l'agricoltura!) vengono spesso cacciati, scovati e barbaramente uccisi a bastonate o calpestati da un piede ignorante.
Distinguere questi rettili dalle vipere è semplice: l'orbettino è estremamente lento, dalla pelle liscissima e lucente, spesso di colore uniforme; la luscengola, semplicemente HA LE ZAMPE e non è quindi confondibile; infine le bisce, oltre a essere più lunghe, hanno squame lisce e quelle della testa sono grandi e le pupille sono tonde, al contrario delle vipere che hanno squame piccole, carenate e pupille verticali a fessura.
Un'altra curiosità: i contadini del Lazio chiamano il cervone (Elaphe quatuorlineata) "pastura vacche" in quanto credono fermamente che questi rettili si avvicinino nottetempo ai bovini addormentati per attaccarsi alle mammelle e succhiare il latte, di cui sarebbero ghiotti!

Gechi e raganelle: eccezioni? Già, in questo panorama desolante vi sono due sole "eccezioni", di cui una parziale. I gechi: animali comunissimi in tutto il mondo, sono tra i pochi rettili che si sono adattati a vivere a stretto contatto con l'uomo, comparendo spesso nelle abitazioni anche in pieno centro urbano. Tuttavia la considerazione del geco nel mondo è varia. Purtroppo in Europa è maltrattato e allontanato dalle abitazioni (quando non ucciso da un colpo di scopa!). Invece nei Paesi del Sudest asiatico (Bali, Borneo, Sumatra ecc...) un'abitazione in cui non vi si installi almeno un geco viene abbattuta all'istante. Infatti in queste zone del pianeta il geco è considerato un protettore della casa dagli spiriti maligni, un porta-fortuna!
La raganella è tra i pochi animali a sangue freddo a non aver subito il martirio da parte dell'uomo. Nei tempi passati questo piccolo anfibio (conosciuto soprattutto per la graziosa voce dei maschi) veniva catturato e alloggiato in grossi barattoli con sul fondo 4 dita d'acqua e qualche ramo o bambù, non solo portava fortuna, ma serviva da "meteo" naturale: quando la pressione si abbassava (quindi una pioggia in arrivo!) il simpatico anuro scendeva, secondo la tradizione popolare, nell'acqua e gracidava, mentre sarebbe restato in alto sui rami in caso di bel tempo. In parte questo "mito" è vero: le raganelle gracidano e si avvicinano all'acqua più spesso quando la pressione si abbassa, ma ovviamente non era un metodo particolarmente attendibile!

Insomma, i nostri amici insoliti sono quasi tutti maltrattati e incompresi dalla massa della popolazione: cacciati, uccisi, evitati e sconosciuti, questo almeno nel mondo "occidentale", che forse per una volta dovrebbe aprire gli occhi e vedere come le civiltà orientali rispettino e conoscano meglio di noi gli anfibi e i rettili, animali belli, utili e, se non molestati, completamente innocui.


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