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Chamaeleo (Trioceros) cristatus

Esperienze sull'allevamento del camaleonte crestato
articolo e fotografie di Michela Parma


esemplare maschio Animale stupendo, ma ancora poco conosciuto, il Chamaeleo (Trioceros) cristatus meriterebbe un posto di maggior rilievo nell'ambiente della terrariofilia italiana, dove le specie di montagna con fama di "difficili" vengono snobbate e spesso soppiantate da altre ritenute più semplici nell'allevamento.

Specie senz'altro anomala, il crestato richiede certamente maggiori attenzioni nell'allevamento differenziandosi notevolmente, come abitudini di vita , dagli altri camaleonti, con i quali ho comunque maturato diversi anni d'esperienza, in particolare con il Furcifer pardalis.
Mi sono avvicinata per caso a questo meraviglioso animale (come spesso capita) acquistandone una coppia, e benchè fossi a conoscenza delle notevoli difficoltà di allevamento che alcuni testi attribuivano a questa specie e avessi ottenuto solo poche informazioni reperite in rete, mi sono voluta comunque cimentare in questa sfida, che mi ha dato tante soddisfazioni e che mi ha fatto conoscere ed amare ancora di più questo piccolo gioiello africano.

Distribuzione: foreste primarie di montagna, anche ad elevate altitudini, dell'Africa centro-occidentale in particolare Camerun e Congo.

esemplare femmina Descrizione: lungo dai 20 ai 25 cm (maschio minore), presenta in entrambi i sessi una cresta dorsale regolare ed un casco formato da creste laterali che nel maschio, durante il periodo degli accoppiamenti, si accendono in un vivido blu turchese.
Il colore base del maschio vira dal marrone al verde al kaki con striature irregolari, mentre la femmina mostra colori che si avvicinano a quelli del maschio solo in età giovanile, mentre con il passare del tempo mutano in un verde brillante stabile.
La coda, relativamente corta, denota le abitudini poco arboricole; ben evidenti nel maschio sono le sacche degli emipeni.
In atteggiamento di difesa o di stress sia il maschio che la femmina evidenziano un notevole rigonfiamento della gola che, distanziando le squame, mostra la pelle interstiziale di un rosso brillante.

l'accoppiamento Allevamento: sono animali che frequentano prevalentemente i bassi strati della vegetazione, erbe e cespugli, per cui necessitano di un terrario in rete sviluppato in larghezza (ottimalmente 100x100x60 cm. lun x lar x alt), essendo particolarmente timidi e soggetti facilmente a stress sarà necessario ricreare un ambiente ricco di vegetazione, con molta ventilazione ed elevata umidità (70%-80% diurno, con incremento fino al 90% o più notturno) assolutamente indispensabile.
Possono essere d'aiuto, nei periodi più caldi, degli spruzzatori automatici o degli umidificatori ad ultrasuoni.
La temperatura non dovrebbe superare i 26°C diurni, anche se ho personalmente constatato livelli di sopportazione molto più elevati, purchè sia mantenenuto alto il livello di umidità. La minima notturna dovrebbe aggirarsi attorno ai 15°C con punte minime anche più basse. Non amano la luce per cui è da sconsigliare l'uso di spot supplementari: un semplice neon a spettro totale non troppo luminoso sarà sufficiente.
Come per tutte le specie di camaleonti l'alimentazione dovrà essere più varia possibile: oltre a cavallette, grilli e mosche sono particolarmente graditi animali terricoli quali larve, bruchi e chiocciole.

un baby Riproduzione: il ciclo riproduttivo è stagionale, per cui si hanno 2 accoppiamenti annuali che coincidono con l'autunno e la primavera.
Alla fine di settembre, dopo aver fatto passare ai miei esemplari tutto il periodo estivo all'esterno, in giardino, ho provato a far incontrare la coppia ponendo il maschio nel contenitore della femmina che con mia sorpresa ha subito dimostrato la sua ricettività, nei confronti del maschio, esibendo un bel verde brillante.
Il maschio si è così potuto esibire in un corteggiamento molto spettacolare, con dispiegamento di colori ed i tipici ondeggiamenti ritmici del capo. Non c'è voluto molto affinchè la femmina fosse sedotta e l'accoppiamento avesse luogo.
La gestazione ha avuto una durata di 40 giorni, la femmina ha scavato una buca poco profonda e deposto senza problemi 16 uova.
Ho incubato le uova in perlite umida a temperatura ambiente (oscillante tra i 20 ed i 22°C) per tutto l'inverno, facendo attenzione a mantenere questa temperatura anche nel caldo periodo estivo (in questi casi l'ideale è possedere una cantina).
Dopo circa 10 mesi una delle uova ha incominciato a schiudersi e con mia grande felicità è comparso il primo neonato, a cui, nel giro di 2 settimane, ne sono seguiti altri 10.

Conclusioni: sicuramente il camaleonte crestato è una specie esigente e delicata, consigliabile a persone con esperienza pregressa sui camaleonti, ma non impossibile. La riuscita del suo allevamento sta, come per tutti gli esseri viventi, nel semplice rispetto delle esigenze e dei parametri ambientali richiesti. Seguendo queste poche regole questo animale vi rapirà e non potrete non innamorarvene.



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