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Apalone spinifera

Articolo scritto a due mani da Fulvio Licata e Guido Fabrizio Li Vigni.


la tartaruga di Fabrizio Classificazione:
Ordine: testudinati
Famiglia: trionichidi
Genere: Apalone
Specie: spinifera

Distribuzione: questa tartaruga si rinviene dal Canada sud-orientale attraverso gli Stati Uniti fino al nord-est del Messico.Il suo habitat consiste in raccolte d’acqua, fiumi a corso lento, laghi e acquitrini, preferendo zone con fondali fangosi, nei quali si sotterrano.

Descrizione e comportamento: la specie in questione ha un carapace rotondo, privo, come del resto tutti i trionichidi, di vere e proprie placche cornee, pertanto il dorso risulta al tatto simile al cuoio. Le Apalone hanno il corpo appiattito dorso-ventralmente e presentano una colorazione bruno-olivastra con numerosi ocelli nerastri dispersi sul dorso.
Il piastrone è totalmente bianco, quasi trasparente in certi punti.
L’Apalone ha zampe palmate e gli occhi rotondi. Due linee di colore giallastro partono dagli occhi terminando alla fine del collo. Inoltre, il contorno del carapace è ornato da una sottile linea gialla. Il capo è allungato e termina con un lungo naso, simile ad una piccola proboscide. Quest’ultima serve, infatti, ad agevolare la respirazione mentre l’animale è sottacqua, e come organo di senso per captare la presenza delle prede ad una relativa distanza, dato che, come accennato, le acque colonizzate da queste tartarughe, sono fangose.
Le spinifera, a differenza di molti altri trionichidi, sono molto pacifiche e poco mordaci. Altro comportamento interessante è il fatto che queste splendide tartarughe in natura passano molto tempo sotterrate nella fanghiglia del fondo, in attesa di qualche preda imprudente. Il loro carattere schivo le fa posizionare solitamente nell'acqua bassa in modo da poter respirare, facendo emergere unicamente il loro musetto appuntito, senza doversi disseppellire. In acquario il comportamento sarebbe il medesimo per cui le farete felici mettendo come substrato di fondo del ghiaietto a grana piccola (il limo sarebbe ideale dal loro punto di vista, ma renderebbe l'acqua costantemente torbida).
Ultima caratteristica comportamentale da noi riscontrata è la capacità delle Apalone, come di altri trionichidi, di rigirarsi rapidamente se messe sottosopra, utilizzando solo il lungo collo ed un po’ di equilibrio.

Dimorfismo sessuale e riproduzione: il dimorfismo sessuale non è molto accentuato nella specie tranne che osservando le dimensioni degli esemplari adulti. Infatti, le femmine di spinifera raggiungono i 40-45 cm, mentre i maschi si fermano a 25-28 cm. Inoltre, le femmine presentano gli ocelli più sparsi sul dorso e con contorni meno definiti, ma più piccoli dei maschi. Per contro, i maschi li hanno più grossi e concentrati, con contorni accentuati, vicino la zona della spina dorsale.
Le Apalone raggiungono la maturità sessuale verso i 4 anni (come in molti altri rettili i maschi la raggiungono prima delle femmine).
Per quanto riguarda la riproduzione, non avendo avuto esperienze dirette, possimo purtroppo riportarvi solo le informazioni trovate sui libri da noi consultati: le deposizioni avvengono da Maggio ad Agosto, ed una covata può avere da un minimo di 4, sino ad un massimo di 30 uova (dipende dall’età, dalle dimensioni e dallo stato fisico della femmina). L’ incubazione va effettuata a 28-30° C, e si conclude dopo 60-90 giorni. Non capovolgete mai le uova di rettile e mantenetele in torba o in vermiculite ad una umidità elevata.

Alimentazione: l’alimentazione delle tartarughe a guscio molle, è quasi esclusivamente carnivora (i nostri esemplari, infatti, di rado hanno accettato verdura e frutta). In natura questa specie si nutre per lo più di crostacei acquatici, pesci e anche di insetti. Fulvio nutre la sua tartaruga con tarme del pane, pezzi di carne e pesce, raramente gamberetti per tartarughe, le prede vengono vitaminizzate tre volte a settimana e somministrate in piccole quantità quasi ogni giorno.
Invece il mio esemplare, che purtroppo ho dovuto cedere per ragioni di spazio, ma avendo avuto una bella esperienza, lo nutrivo con più varietà. Le modalità di nutrimento descritte poco sopra erano tuttavia le medesime (piccole dosi, ma ogni giorno). Le prede consistevano in artemie saline, pezzi di carne e pesce crudi ben lavati, larve di chironomus, raramente gamberetti per tartarughe, tarme, cavallette, di rado lombrichi, e, quando accettato, qualche pezzo di pera o banana. Raramente somministravo vitamine, data l’estrema varietà di cibi, ma quando le davo, imbevevo col liquido i pezzi di artemie saline liofilizzate. Questo perché essendo secche, assorbivano meglio la sostanza.
Ultima nota è il fatto che le Apalone sono molto voraci, perciò non esagerate nel nutrirle assecondandole.

Acquario: per quanto riguarda l’allestimento dell’acquario, noi consigliamo un contenitore in vetro arredato nel modo più semplice possibile: sabbia di lago per uno spessore di 3-5 cm (ma almeno 15-20 cm per esemplari adulti); un paio di pietre sporgenti fuori dall'acqua, che verranno usate poco (attenti ai crolli legati alle attività di scavo di queste tartarughe); eventualmente potrete immettere anche una pianta vera resistente (la superconsigliata pothos va bene per la parte emersa ma resiste bene e a lungo anche sott'acqua), o una pianta finta.
Il filtro è consigliato perchè permette di ridurre le operazioni di pulizia e converte (se ben maturo) la pericolosa ammoniaca presente nelle urine delle tartarughe in nitrati inerti. Dei cambi d’acqua parziali (circa un terzo dell'acqua) sono sempre consigliabili, anche se si usa il filtro. Quest’ultimo deve avere una portata il più possibile bassa riducendo al minimo le correnti per far stare le tartarughe a proprio agio. Per il filtraggio si userà nell'ordine abbondante lana di perlon (prefiltro, da lavare o sostituire ogni 15 gg), carbone attivo (filtro chimico adsorbente, da sostituire ogni 2 mesi, non è riciclabile) e cannolicchi bianchi in ceramica (filtro biologico, non va mai sostituito o lavato, è lì che vivono i batteri nitrificanti). Queste modalità d'allevamento sono tuttavia applicabili solo a giovani esemplari, o nel caso di vasche a capienza notevole, se si allevano esemplari adulti sarà molto piu' pratico rinunciare al filtro ed effettuare frequenti cambi totali d’acqua.
L’acqua, se presa dal rubinetto, deve essere rigorosamente trattata con un prodotto anti-cloro, o almeno lasciata a decantare per per uno o due giorni.
Ultimo argomento: il termoriscaldatore. Fulvio non usa il termoriscaldatore (è più "naturalista"), e infatti d’inverno la sua tartaruga rallenta il metabolismo e l’attività moltissimo. Io usavo l’accessorio in questione per tenere la temperatura costantemente sui 28° C, che sarebbe la temperatura ottimale, per vedere l'esemplare sempre attivo.

Conclusione e consigli finali: l’Apalone spinifera è una tartaruga davvero particolare e per questo interessante, facile da tenere in cattività. Il suo unico 'neo' sono le grosse dimensioni che raggiunge da adulta. Superata questa possibile difficoltà, consigliamo il suo acquisto ed il suo allevamento vivamente a tutti i neofiti che si avvicinano alle tartarughe per la prima volta, purché si faccia attenzione alla condizione dell’acqua. Attrezzatevi per bene con accessori e prodotti per l’acquariofilia, e cercate altra bibliografia in proposito. Non possiamo che dire: buon allevamento!

Bibliografia: Siti da dove provengono due delle foto presenti nella scheda:
http://www.inhs.uiuc.edu/cbd/herpdist/species/ap_spinife.html
http://www.bio.davidson.edu/Biology/herpcons/Herps_of_NC/turtles/apaspi.html
http://www.chicagoherp.org/herps/turtle/Aspinif.htm



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