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Geco verrucoso (Hemidactylus turcicus)

dimensioni massime, si tratta di una femmina adultaCon questa breve scheda voglio rendere il giusto onore ad un nostro piccolo geconide spesso scambiato per un giovane esemplare di Tarentola mauritanica. Il geco verrucoso è infatti a mio avviso un geco di facilissimo allevamento, senza alcuna pretesa particolare e diffusissimo in tutto il globo terracqueo, quindi il fatto che sia stato inserito arbitrariamente nella lista "omnicomprensiva" della convenzione di Berna è del tutto fuorviante ed esula dai reali scopi di conservazione della fauna minore (tanto più che, a parlarci chiaro, nessuno è interessato al suo allevamento!).

Chi è e dove vive: il geco verrucoso non rende certo onore al suo nome infatti, nonostante i granuli e tubercoli che adornano la sua schiena e la coda, appare comunque più "liscio" della Tarentula mauritanica. Il suo aspetto è decisamente più slanciato e delicato del suo "cugino maggiore" ed occupando territori spesso sovrapposti viene scambiato dai meno esperti per un "piccolo" dell'altra specie.
In realtà confonderli è difficile l'E. turcicus in Italia non supera i 10-12 cm di lunghezza totale ed ha spesso una colorazione chiara tendente al rosa (soprattutto di notte) coperto di numerose macchiette marroni. La coda è un alternarsi di anelli chiari e scuri con colorazione molto più accentuata nei soggetti giovani (serve infatti a "catturare" l'attenzione di un eventuale predatore in modo da dirigere un attacco sulla coda che può essere persa). Resta il fatto che a seconda del substrato su cui si trova il nostro amico è capace di adeguare la colorazione per rendersi invisibile, e questa è probabilmente la ragione per cui l'uomo involontariamente lo ha "scarrozzato" per tutto il globo terracqueo permettendogli un'espansione geografica davvero notevole.
Il suo areale di distribuzione è vastissimo infatti, non pago di aver occupato tutta l'area mediterranea fino a raggiungere l'Africa centrale, l'Arabia e l'India occidentale, è riuscito a sbarcare clandestinamente negli Stati Uniti, in America centrale e persino a Cuba (alla faccia della specie in pericolo!).

la femmina che ho allevatoil maschio che ho allevatoIn libertà è una specie davvero notturna, non prende il sole come fa la cugina mauritanica per cui di giorno resta ben nascosto preferendo zone con un certo grado d'umidità (la sua pelle sottile è meno "rustica" di quella di altri gechi); di notte invece lo si vede spesso in posizioni piuttosto esposte mentre caccia all'agguato la sue prede, ben lontano da lampioni ed altre fonti di luce (mi viene il dubbio che si tenga lontano dai luoghi preferiti dalla Tarentula mauritanica per evitare di poter essere considerato una potenziale preda). Gli esemplari giovani potrebbero, per taglia, colorazione ed abitudini di vita, essere scambiati per dei tarantolini, ma le dita dell'Hemidactylus sono dotare di artigli robusti e ben visibili che nel tarantolino mancano.
Come dicevo non è un animaletto che si faccia notare per cui non è mai stato considerato una specie da terrario, anche la mia breve esperienza è stata casuale, come vi racconterò, ma giuro che ne è valsa la pena.

L'Incontro: in passato mi era capitato di notare verso fine settembre dei micro gechi di 3 cm con un'insolita colorazione rosa ed una coda con anelli nettissimi bianchi e neri, ma come altri li avevo liquidati scambiandoli per piccoli di Tarentula (ebbene sì avevo "toppato" anche io!). Devo dire che anche se ritengo i gechi animaletti simpatici non avevo mai pensato a loro come ad animali da allevare a causa delle loro abitudini notturne che mi potrebbero impedire di osservarne il comportamento, per cui non li avevo mai degnati di qualcosa di più che uno sguardo divertito. Ma non avevo fatto i conti con i miei colleghi di lavoro e con la mia fama di amico degli animali insoliti!

Morale nel novembre 2000 ricevo una chiamata dallo stabulario del nostro istituto: "C'è un geco che scarrozza per il mio ufficio te lo vieni a prendere o lo ammazzo?". Inutile dirvi come è andata a finire: in meno di 15 minuti avevo uno di quei micro-gechi in una provetta. Ora che fare? Era già novembre ed il piccoletto aveva davvero un aspetto pietoso, visibilmente denutrito e disidratato... decisi che lo avrei ospitato per l'inverno.

esemplare selvatico sorpreso su di un muro Il miniterrario: non avevo molto spazio da dedicargli e d'altra parte non ce n'era bisogno: un microbo di quella taglia si poteva adattare benissimo ad uno di miei miniterrari per mantidi, così ho messo un cm di sabbia sul fondo, un pezzetto di legno cavo come rifugio ed un piccolo recipiente d'acqua (apprezzatissimo). Poichè, vistolo da vicino, avevo finalmente capito il mio errore di classificazione decisi di rinunciare all'illuminazione e di tenere i suo terrario sul coperchio di un acquario al fine di mantenere la temperatura intorno ai 25°C grazie alle lampade sottostanti. All'inizio il piccolo Hemidactilus era chiaramente terrorizzato, ma appena associò la mia presenza ad una caduta di grillini neonati cambiò rapidamente idea saltando fuori dal nascondiglio anche in pieno giorno per nutrirsi. Riguardo al cibo fu una vera pacchia: ho potuto constatare che una dieta a soli grillini di taglia adeguata è perfetta e non serve alcun integratore vitaminico o minerale: il mio piccoletto in 4 mesi raggiunse la ragguardevole taglia di 7 cm rivelandosi una femmina. A quel punto cominciavo a pensare che col tepore primaverile mi sarei dovuto decidere a liberarla, ma grazie al cielo il tempo era ancora inclemente e potevo tergiversare. Così la passai in un contenitore più ampio ed arredato ove, per ringraziarmi, si limitò a scomparire tra gli anfratti.

osservate i piccoli tubercoli e le zampe artigliate, che lo distinguono dagli altri gechi italiani Compagnia: ad aprile, quando ormai stavo per decidermi a liberare la mia piccola ospite, una sera mia moglie Elena mi chiama d'urgenza nel bagno col grido "è scappato il gechino!!!", naturalmente mi precipito e lo scovo in un angolo, ma una volta acchiappatolo scopro che la parte terminale della coda era meno colorata e bitorzoluta. Avevo trovato un nuovo geco verrucoso! Per di più, a giudicare dalla zona cloacale più rigonfia, doveva trattarsi di un maschio!
Ora voi penserete che tutto si concluse con le solite nozze ed i sospirati piccoli... se però siete frequentatori abituali del mio sito saprete già che nel mio caso le storie non si concludono mai come vorrei.
Di fatto il nuovo arrivato, un cm più lungo ed un tantino più aggressivo della mia femminuccia la spodestò dai suoi nascondigli preferiti tanto che per la prima volta mi capitò di osservarla "in giro" anche in pieno giorno. Si vedeva chiaramente che il detto "meglio soli che male accompagnati" doveva averlo coniato una femmina delusa di geco verrucoso.

Morale della favola visto che ormai la stagione era favorevole e tutto sommato avevo esaurito il mio compito di salvatore portai i due coniugi riottosi in una località tranquilla già abitata dalla loro specie e li liberai, facendoli sicuramente felici (anche a giudicare dalla velocità con cui "sparirono"). Penso che se avessi avuto un po' più di spazio da dedicare loro non avrei osservato questi problemi territoriali e magari mi avrebbero ricompensato con qualche piccoletto l'anno successivo, ma tutto sommato erano nati liberi ed era giusto rendergli la libertà.

Conclusioni: le conclusioni potrete trarle da soli, questa breve esperienza mi ha fatto conoscere per la prima volta un simpatico geco di facilissimo allevamento di cui, purtroppo, in alcune regioni italiane è vietata la detenzione, anche se non è affatto una specie in pericolo. Spero che comunque questa scheda sia servita a farlo conoscere un po' di più, perlomeno la prossima volta che lo incontrerete non potrete più confonderlo con un piccolo di Tarentula!



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