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Pseudemys (Trachemys) scripta elegans

...la tartaruga dalle orecchie rosse...

Articolo di Nico Delvino

A chi non è mai capitato di guardare in una teca di un negozio di amici insoliti, o in qualche bancarella di animali, e di notare quelle piccole tartarughine così carine tanto da non resistere alla tentazione di portarne qualcuna a casa???
Beh! Sono molte le persone che acquistano queste timide e curiose creature, ma pochissimi sono quelli che conoscono le loro vere esigenze visto che anche i venditori, di solito, le tengono in condizioni che non hanno niente a che fare con lo stile di vita di queste tartarughe.


ok... c'è qualche infiltrata di un'altra specie Vita in natura: a questo punto sarebbe quindi meglio informarci sulle vere abitudini di questi rettili in natura, per evitare grossolani errori d'allevamento.
Chiamate comunemente tartarughe dalle orecchie rosse, prendono nome da due macchie rosse che stanno ai lati del muso e che, per la loro posizione, possono sembrare delle orecchie. Altri segni caratteristici di questa specie sono i colori verdi-brunastri, con chiazze nere sul carapace e con striature bianche sulla pelle. Da adulte sono mediamente lunghe 20 cm, anche se i maschi superano raramente i 16 cm.
Sono creature timide che al minimo segno di pericolo si immergono in acqua per nascondersi; nonostante ciò hanno una curiosità ed una vivacità che le porta a prendere subito confidenza con l’uomo e a non avere nessuna inibizione in cattività (che allegria vederle 'snuotazzare' da una parte all’altra scrutando ogni minimo particolare).
Il loro territorio di origine è rappresentato dagli Stati Uniti centrali e orientali, e parte del nord est del Messico, quindi si puo’ dire che la loro temperatura preferita si aggira attorno ai 28-30 °C, ma si adattano a varie temperature (anche quelle italiane, infatti spesso vengono acclimatate nei laghetti all'aperto).
Questo rettile 'anfibio' vive in acque ferme o poco mosse dove c’è abbondanza di piante acquatiche, con un fondale fangoso che gli permetta di nascondersi e di riposare e con argini poco scoscesi. Predilige stagni e laghi di varia grandezza che non abbandona mai, ma si adatta benissimo anche a paludi, acquitrini, tratti di larghi fiumi molto poco mossi o anche a qualsiasi ambiente acquatico simile; la tartaruga in questone infatti esce dall’acqua solo per crogiolarsi al sole o per deporre le uova, ma senza mai allontanarsi (a meno che, col prosciugarsi del loro specchio d'acqua, devano trasferirsi in un altro stagno).
Queste tartarughe cadono in letargo a temperature inferiori ai 10°C , scavando una buca nel fango del fondale, mentre con temperature superiori ai 35-36°C cercano refrigerio in acque fredde e profonde.

Il Terracquario: la prima cosa da fare, dopo aver acquistato delle Pseudemys, è dar loro uno spazio adeguato... quindi dimenticatevi della classica vaschetta con palma di plastica, che è un vero lager.
Molte persone, dopo aver visto che le loro le tartarughine si sono trasformate in vere e proprie 'tartarugotte', decidono spesso di lasciare le loro amiche insolite nello stagno più vicino: NON C’E’ NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO perchè queste tartarughe, essendo dotate di una forte resistenza e di una notevole aggressività, colonizzano i territori in cui sono state abbandonate STERMINANDO le colonie di pesci e anfibi originarie. Se quindi la vostra tartaruga vi va un po' 'stretta' riportatela a qualche bravo negoziante che saprà trovargli una nuova casa, oppure offritela su uno dei tanti mercatini on-line dedicati ai rettili.

sguazz sguazz (esemplare femmina) Se siete consci che le tartarughine non sono 'giocattoli', e decidete di allevarle, dovrete dotarvi di un paludario pensato già per la taglia adulta, avente le minime (e ripeto minime) dimensioni di 100x40x30 cm di parte acquatica (ma vale molto la regola piu’ spazio c’è meglio è) e aggiungere a questa una parte emersa di almeno 80x30x30 cm (se si vuole tentare la riproduzione, se no basta un galleggiante adeguato).
Queste dimensioni sono adatte per allevare 2 o 3 esemplari, è comunque meglio abbondare con le misure perchè queste tartarughe, essendo grandi esploratrici, hanno bisogno di parecchio spazio.
Per l’arredamento della parte acquatica ci sono due possibilità la prima è un’acquario vuoto senza substrato, pietre o piante, la seconda opzione è una parte acquatica molto simile a un fondale di uno stagno quindi con ghiaietto per acquari, sassi, piante e legni sommersi.
Molti acquariologi dicono che per la pulizia dell’acqua è decisamente meglio la prima possibilità (ed è vero), ma io non mi sento in grado di consigliarla, primo perchè da un punto di vista estetico diciamo che fa un po’ 'pena', secondo provate voi a pensare di stare al posto della povera tartaruga...altro che casa dolce casa (piu’ che una accogliente casuccia sembrerebbe una cella), terzo punto (e questa è solo una mia ipotesi) credo che molte tartarughe soffrirebbero di stress senza un nascondiglio e un posto comodo per riposare sott’acqua (ripeto è una mia ipotesi).

La seconda soluzione (quella che preferisco e che ho usato per le mie tartarughe) è quella che più ritrae la casa naturale di una pseudemide, bisogna solo avere un po' più di pazienza nella manutenzione e sbizzarirsi con la fantasia (senza mettere strani oggetti artificiali come finti battelli affondati o sottomarini che si muovono!!!). Come substrato andra’ bene il ghiaietto in misura media per acquari (la sabbia fine puo’ essere ingoiata e quella grossa è troppo dura e non ammortizza gli urti delle rapide immersioni). Su questo verrano aggiunti i già nominati sassi (meglio pietre arrotondate e prive di spigoli raccolte in un fiume) e cortecce che fungeranno da nascondigli. Per quanto riguarda le piante queste potranno essere mangiate dalle tartarughe quindi meglio informarsi dal negoziante se queste possano avere un contenuto nocivo prima di comprarne una... penso che le piante finte, in plastica dura, possono essere una buona soluzione. Bisogna far conto infatti che con i loro spostamenti le tartarughe sradicherebbero spesso le piantine vive.
Per la parte asciutta come substrato vanno bene 30 cm di spessore con una base di argilla espansa (che alleggerisce il tutto e facilita il drenaggio dell'acqua) coperta da terriccio misto ad un po' di sabbia, sul quale possiamo sistemare sassi, corteccie e anche robuste piante vere.
La parte asciutta dovrà essere dotata anche di una lampada di wattaggio opportuno per garantire una fonte di riscaldamento e permettere la digestione del cibo.

sole che passione! Alimentazione: una parola per sintetizzare ciò che mangia un pseudemide è... TUTTO. Sono delle creature molto golose e mangiano veramente molti cibi. Nei negozi di acquariologia vi daranno i gamberetti essiccati (Gammarus sp.), ma questi, per fornire una dieta piu’ ricca ed equilibrata, andranno alternati con pezzetti di pesce (meglio se d'acqua dolce) e carne (mi raccomando non usate wurstel, salame, cotolette o altre carni lavorate!). A questi cibi sarà unita la parte vegetale costituita da insalata, vegetali sbollentati e qualche pezzo di frutta. Ho letto che si possono dare da mangiare anche i pellet per cani e gatti, ma io non ci ho mai provato. Regola importante è non esagerare col cibo cibandole a sazietà, perchè le tartarughe defecano molto (lo si capisce dal cattivo odore che si sente con una sbagliata manutenzione); quindi per gli adulti basteranno 4 pasti a settimana, mentre i piccoli vanno nutriti tutti i giorni.
Per combattere appunto gli odori sgradevoli e l’imputridimento dell’acqua è necessario installare un potente filtro interno o esterno ed effettuare dei cambi regolari d’acqua ogni 15-20 giorni (poi ognuno si regola a seconda del colore e dell’odore dell’acqua).

Riproduzione e dimorfismo sessuale: il maschio si distingue dalla femmina per le lunghissime unghie delle zampe anteriori, che nella femmina sono molto piu’ corte, per la coda più lunga e per la taglia un po' più piccola. La maturità sessuale viene raggiunta a 2 anni dal maschio, mentre la femmina matura verso i 3 anni e mezzo.
Come già accennato prima, questa è una specie che, se trattata con le giuste cure e ben adattata al suo 'habitat casalingo', non tarda a riprodursi.
L’accoppiamento avviene dopo un periodo di latenza invernale fuori dall’acqua. Le due tartarughe si incontrano ed il maschio incomincia a far vibrare le zampe anteriori davanti al musetto della femmina con le palme girate all'esterno, segnalandole il suo desiderio, dopodichè, se la femmina è ricettiva, il maschio procede all’acoppiamento agganciandosi al guscio della sua mogliettina.
Dopo circa un mese la femmina esce dall’acqua e scava una buca poco profonda nel terriccio umido per deporre le uova (in natura una covata è composta da 5 a 22 uova).
Queste vanno prese molto attentamente per essere incubate ad una temperatura di 30°C su di una lettiera di torba bollita, fatta raffreddare e non pressata. Molto importante è non far fare un movimento rotatorio alle uova perche’ quasi sempre è mortale per l’embrione quindi ci si puo’ aiutare facendo un segnetto con la matita (leggermente) sulla parte del guscio rivolta verso l’alto per far sì che venga sistemato nella giusta posizione.
Le uova a questa temperatura si dovrebbero schiudere dopo circa 2 mesi e ne usciranno fuori delle tartarughine con colori molto brillanti, tipici dei giovani. Dopo poche ore dalla nascita le tartarughine si tufferanno in acqua e dopo pochi giorni incominceranno già a nutrirsi con piccoli pezzi di carne e gamberetti, per il resto avranno le stesse esigenze dei grandi (con i quali non possono convivere).

...avanti che c'è posto! Allevamento in laghetto: un sistema di stabulazione più naturale del terracquario casalingo è sicuramente un bel laghetto all’aperto, sempre gradito da queste nostre beniamine; infatti adattandosi benissimo al clima italiano (tranne in casi di freddo eccezionale con temperature sottozero) non è difficile allevarle in giardino (anzi...).
Il laghetto può essere di qualsiasi misura superiore al metro quadrato di superficie (minimo, per una coppia), naturalmente nel nostro, o meglio, nel loro stagnetto non ci potranno essere piante d’abbellimento (es. ninfee) che sarebbero mangiate o fatte a pezzi, il fondo potrà essere fangoso o sabbioso e le rive dovranno essere poco scoscese.
Per l’alimentazione se la caveranno con abbondanti integrazioni naturali 'predando' quasiasi cibo commestibile presente nel vostro giardino, comunque è buona regola aggiungere ogni tanto un pò di gamberetti e qualche pesciolino vivo.
Se c’è possibilita’ che le tartarughe escano dal giardino o che si perdano in esso stesso, o ancora se ci fossero parti del giardino che non volete far raggiungere da questi curiosi animali è bene recintare con una rete metallica o con dei pezzi di plexiglass il laghetto (questi poi potrebbero essere nascosti da qualche pianta).

Conclusioni: beh! Ora non ho piu’ niente da dirvi, spero di essere stato abbastanza chiaro e di avervi fatto capire che allevare queste piccole tartarughe può essere un’esperienza entusiasmante e facile da provare.
Ah!!! Meno male che mi sono ricordato... queste nostre amiche ogni tanto scambiano le nostre dita per dei gustosi pezzetti di carne, quindi state attenti a non lasciare le vostre mani a mollo nell’acqua (ogni tanto ci si può approfittare della loro confusione rispetto alle nostre dita per far loro dei piccoli scherzetti, ricordando sempre che non sono dei giocattoli: provate a mettere un dito dietro il vetro dell’acquario e aspettate che la tartaruga si avvicini... vedrete!!!).

NDR: l'importazione ed il commercio di queste tartarughe è attualmente vietata perchè sono potenziali vettrici di Salmonella per cui è difficile trovarle in commercio e si possono ottenere solo tramite riproduzioni "private". In compenso sono state sostituite da numerose altre specie affini, sempre di origine statunitense. Le foto che vedete in questo articolo le ho scattate agli esemplari che vivono in una fontana del parco di Nervi, qui a Genova... se fate un salto da queste parti venite a trovarle!



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