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Euleptes europea, (ex Phyllodactylus europaeus),
il Tarantolino

incredibile ma vero! Devo dire che ho sempre considerato questo geco come una sorta di leggenda: il suo areale di distribuzione è infatti così limitato e la sue abitudini così schive da farmelo ritenere praticamente inesistente. Non vi dico quindi lo stupore e la riconoscenza che devo a Emanuele e Sebastiano quando mi hanno invitato ad andare a visitare uno dei due unici siti abitati dal Tarantolino noti in Liguria. Il sito in questione viene costantemente monitorato da Sebastiano, dell'Università di Genova, per cercare di scoprire qualcosa di più su questo gechino riservato e quantificare la popolazione presente per poter eventualmente intervenire in caso si riducesse sotto una soglia a rischio.
Così un martedì sera partiamo armati di torcia, macchina fotografica ed il necessario per pesare e misurare gli animali, per incontrare il nostro piccolo mito.

notare le lamelle sulla punta delle dita, i sacchi linfatici del collo e la trasparenza!la cloaca del maschio Dove vive: il nostro amico è un isolano verace, fatta eccezione per minuscoli siti in Liguria e Provenza infatti colonizza unicamente isole ed isolette del mediterraneo: oltre a Corsica, Sardegna ed Isola D'Elba, ha trovato casa in tutte le isolette e scogli del Mediterraneo centro-settentrionale. Il luogo da noi visitato si trova a circa 400 metri d'altezza ed è completamente esposto ai quattro venti trattandosi di un rudere posto su di un cucuzzo spoglio di ogni vegetazione arborea. Da questo fatto deduco che non siano primariamente ragioni climatiche quelle che limitano l'espansione di questo gechino.

Come è fatto: l'unica descrizione di questo geco l'avevo letta sul libro Rettili d'Italia di Silvio Bruno; devo dire che sia la descrizione che il disegno che l'accompagnavano mi avrebbero fatto liquidare gli esemplari da me visti come semplici Hemidactylus... altro che colorazioni nerastre o grigio-brune! Il 99% degli esemplari era di un rosa chiaro estremamente diafano, la pelle era sottile e liscia tanto che, nel biobox ove erano stati posti gli esemplari in campionamento, si riuscivano ad intravedere la uova delle femmine in trasparenza! (Le macchie rosse che vedete non sono sangue, ma la vernice usata per marcarli).
chiarissimo Un carattere distintivo certo di questi gechi sono le caratteristiche dita in cui la porzione lamellata si trova solo all'apice delle dita ed è divisa in due longitudinalmente. La taglia di questi minuscoli rettili raggiunge in pochi esemplari gli 8 cm totali, mentre la media si aggira intorno ai 6, accanto ai numerosi esemplari 'rosa' raccolti solo tre presentavano un'accenno di colorazione a bande, comunque su fondo chiaro. Pochi erano gli esemplari con coda integra (e quindi lunga e sottile) mentre i più presentavano la coda corta e a salsicciotto tipica della rigenerazione. I maschi hanno colorazione identica alle femmine, ma presentano un cloaca vistosamente più rigonfia, le femmine adulte invece hanno spesso il collo 'gonfio' a causa dei voluminosi sacchi linfatici.

nota la coda 'grassoccia' tipica della ricrescita Abitudini di vita: piuttosto che fare riferimento a qualche testo preferisco riferirvi quanto ho osservato con i miei occhi... così avrete qualche informazione in più. Il rudere colonizzato ha muri molto spessi fornendo ai gechi una estrema variabilità di parametri ambientali: all'esterno è esposto da ogni lato per cui il lato a sud raggiunge col calore estivo temperature roventi mentre quello a nord è sempre fresco. Se ciò non bastasse l'interno del rudere è sempre fresco e molto umido. Insomma i suoi abitanti hanno solo l'imbarazzo della scelta. Il tarantolino esce dai suoi rifugi per andare a caccia solo all'imbrunire preferendo le serate che seguono a giorni particolarmente caldi, la temperatura dell'aria e del substrato sembrano importanti parametri che condizionano il comportamento di questi gechi, infatti non stanno all'aperto tutta la notte, ma concentrano l'attività nelle prime ore sfruttando il calore immagazzinato dalla pietra.
L' Euleptes si muove con molta circospezione nutrendosi di minuscoli insetti ed isopodi. Nel sito visitato la preda principale sembravano essere le formiche (in questa occasione c'era una sciamatura in atto e le grasse regine alate costituivano un lauto banchetto). Altre potenziali prede che ho osservato erano isopodi e piccoli ragni. La maggior parte dei gechi campionati stazionavano tra i 70 e i 180 cm d'altezza, erano distribuiti uniformemente su ogni lato dell'edificio, e tutti sembravano ben nutriti e sani. Su di un paio di esemplari ho notato alcuni minuscoli acari rossi, mai in numero tale da costituire una seria minaccia per i loro ospiti involontari.
esemplare scuro con coda integra: una rarità! I Tarantolini sono gechi molto fiduciosi e dai movimenti relativamente lenti, infatti gli esemplari campionati sono stati catturati a mani nude senza che alcuno riuscisse a sfuggire. In occasione delle catture solo un esemplare ha fatto sentire la sua 'vocina' simile ad un debole squittio, e nessuno ha mai tentato di mordere. Nonostante che alla fine del campionamento risultassero all'appello circa 36 esemplari non abbiamo mai osservato due gechi vicini, la distanza minima tra gli esemplari era di almeno 70 cm. Non posso quindi riferirvi alcuna osservazione sui possibili comportamenti sociali.

'scuro' con coda ricresciuta Convivenze: una breve nota sui compagni d'alloggio degli Euleptes. Sulla stessa costruzione abbiamo trovato numerose scutigere adulte, inoltre in un ultimo 'giro' in solitaria che ho fatto intorno alla costruzione, ho potuto osservare un bell'esemplare adulto di Coronella girondica a caccia...chissà di cosa!!! Comunque ho catturato l'esemplare in questione che verrà stabulato in cattività (non da me) il tempo strettamente necessario per raccogliere le sue feci e verificare su quale popolazione di rettili basi la sua dieta.
Non mi dispiacerebbe di mettere su queste pagine anche la scheda su questo ofide... le foto le avrei già... mi date una mano?
A proposito di convivenze, nel sito degli Euleptes non ho osservato nessun'altra specie di geco e comincio a pensare che un realistico limite alla diffusione del tarantolino sia legato proprio allo svantaggio competitivo nei confronti dei sui cugini più grandi.

In cattività? certo, anche l'Euleptes sarebbe un interessantissimo amico da ospitare nei nostri terrari, ma io ci ho rinunciato. Credo che questa specie sia già abbastanza rara senza che andiamo a depauperare i pochi siti in cui ancora sopravvive. Sapete bene che al di sotto di una certa numerosità il genoma di una specie tende a degenerare e non vorrei proprio che qualche terrariofilo, anche se in buona fede, decretasse la fine di un'intera popolazione di questi gechi per averne raccolto qualche esemplare, ragion per cui non chiedetemi dove trovarli!
Comunque il 'nostro' sito è ben popolato ed i calcoli statistici generati dal campionamento ripetuto indicano una popolazione totale di circa 130 esemplari... per ora non dobbiamo preoccuparci!
Se qualcuno avesse accesso a popolazioni più numerose e non volesse darmi retta, come avrete già letto nel libro sopra citato, il tarantolino si adatta bene alla cattività ed in terrario può raggiungere i 22 anni di età nutrendosi senza problemi e riproducendosi. Nel caso stabulatelo per il minor tempo possibile e riportatelo categoricamente nel suo sito d'origine... altrove, 99 volte su 100, sarebbe spacciato.

Chiunque di voi abbia un qualsiasi tipo di informazione aggiuntiva su questa interessantissima e sconosciuta specie di geco è il benvenuto... fatemi sapere!



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